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REPORT/ "Dolce è la vita": l'inchiesta sugli effetti dell’aspartame sulla salute (video). 29 aprile 2012

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Eppure l’Istituto Ramazzini ha evidenziato che il pericolo di cancro può essere raggiunto persino con dosi pari a 20 mg per kg. Il limite è stato indicato dal Comitato sugli Additivi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che, per esprimere il proprio parere, ha fatto riferimento agli studi condotti dalla stessa Searle. Le tre ricerche portate avanti dall’Istituto Ramazzini sono state invece rigettate a livello mondiale. Le autorità, compreso il nostro Ministero della Salute, non le hanno ritenute sufficienti per riaprire il dossier. In ambito Europeo, solo tre Parlamentari hanno deciso di organizzare un dibattito sull’aspartame durante un’Assemblea della Commissione. Da quel dibattito, si è ottenuto che entro settembre di quest’anno dovrà essere riemesso un giudizio sulla sicurezza di questa particolare tipologia di dolcificante. Un dolcificante a cui il marketing pubblicitario associa da tempo delle proprietà dimagranti che in realtà non ha. Non esistono infatti studi che accertino una diminuzione dell’obesità attraverso l’utilizzo di edulcoranti. Risulta invece che coloro i quali fanno uso di bevande dietetiche hanno un uguale rischio di sviluppare malattie metaboliche di chi non ne assume. Gli allevatori, ad esempio, danno l’aspartame ai maiali per farli aumentare di peso. Questo particolare prodotto favorisce, infatti, l’assorbimento delle sostanze alimentari. A settembre, l’agenzia Europea dovrà decidere sulla sicurezza dell’aspartame e, con esso, dell’intero sistema che ha fatto in modo che ingerissimo, da ignari, questi dolcificanti per 30 anni. Si cambia argomento: si parla di politica, dei tesorieri dei partiti, nello specifico si fa riferimento a un’intervista fatta nel 2006 a Stefano Stefani, ex responsabile editoriale della Lega Nord. La “Editrice Sera”, a cui fa capo “Il Giornale d’Italia”, fornisce alla Lega 200 milioni di euro sotto forma di bonifici bancari. Quei soldi provengono dalle casse dello Stato perché fanno parte dei contributi pubblici ricevuti dal giornale. Intervistato, Stefano Stefani si dice ignaro dei fatti. Dalle accuse di utilizzo indebito di fondi pubblici, Stefani rimase ingiudicato. Oggi, è a capo del sistema che gestisce gli indennizzi statali ricevuti dal partito. Dopo la pubblicità, viene dato spazio alla seconda inchiesta della serata, dal titolo “I Consorziati”. Siamo a Roma, la città capitale che, grazie a un accordo con lo Stato, deve produrre all’anno 200 milioni di euro a fronte dei 400 fornitigli dal governo. Questi soldi, che oggi Alemanno cerca di tirar fuori dalle tasse, potrebbero essere recuperati attraverso i condoni. Roma, infatti, è una città in cui esiste un numero impressionante di case abusive. Esistono dei Consorzi formati dagli ex abusivi che costruiscono opere urbane. In tutta Roma i consorzi di questo genere sono circa 130. Quello che preoccupa è il fatto che l’ufficio condono del comune ha emanato una legislazione per cui gli abusivi che si sono uniti in consorzi, hanno diritto a uno sconto sugli interessi da pagare allo Stato. Ossidal, ad esempio, doveva al comune di Roma 2,7 milioni di euro, entrando in un consorzio, ha visto il proprio debito dimezzato. Il mancato incasso dei condoni ammonta a 150 milioni di euro. Il Comune, allo stato attuale, sta ancora valutando la possibilità di recuperare questi soldi. I consorzi però sono tanti e parte dell’elettorato di Alemanno, viene proprio da quel bacino di utenza. Lo smaltimento delle pratiche di condono, inoltre, è un’operazione costosa perché, essendo subappaltata ad altre società, comporta degli oneri di gran lunga superiori agli incassi.



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