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UNA GRANDE FAMIGLIA/ Ignazio Oliva: nella fiction sono un manager onesto. E con Laura Rengoni...

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Una scena della fiction Una grande famiglia  Una scena della fiction Una grande famiglia

Matteo Bisogni è un uomo onesto! No, si tratta di due story line separate, il mio personaggio è legato esclusivamente alla story line di Laura Rengoni, con i suoi problemi familiari e professionali.

 

Una grande famiglia sta registrando ascolti in crescita, superiori a 7 milioni di telespettatori. Quali possono essere le ragioni del successo?

 

Anzitutto il grande cast, gli ottimi attori che recitano in questa fiction, ma anche la magistrale regia di Riccardo Milani, che aveva giù avuto un ottimo riscontro di pubblico con la fiction Tutti pazzi per amore. Penso anche per l’attualità dei temi trattati: Una grande famiglia porta sul piccolo schermo la crisi economica che l’Italia sta attraversando e con cui famiglie e imprese sono costrette a confrontarsi, anche duramente. Probabilmente parte del pubblico si identifica in queste vicende o prova interesse verso un prodotto televisivo che racconta la contemporaneità.

 

Come si è trovato con i colleghi con cui hai condiviso l’esperienza sul set di Una grande famiglia?

 

Molti attori della fiction sono anche miei amici, colleghi con cui avevo già lavorato. Giorgio Marchesi è un caro amico e sono stato contento di condividere per la prima volta un’esperienza professionale; con Sonia Bergamasco avevo già vissuto l’esperienza sul set di Tutti pazzi per amore e ancora una volta mi sono trovato benissimo; conoscevo già Valentina Cervi. Credo che il cast artistico sia indubbiamente un valore aggiunto per questa serie.

 

Ha lavorato in importanti fiction italiane di generi diversi, dal genere sacro come Chiara e Francesco, a un prodotto sperimentale come Tutti pazzi per amore. Che direzione sta prendendo la serialità italiana?

 

Credo che il futuro della fiction italiana sia roseo, lo rivela il gradimento che il pubblico sta dimostrando verso questi prodotti televisivi: anche in questo ambito valgono le leggi di mercato, se i telespettatori rispondono positivamente, come nel caso di Una grande famiglia e di altre fiction, anche i produttori sono motivati a creare e finanziare prodotti nuovi. Occorre poi valutare le tematiche che le fiction intendono portare davanti al grande pubblico: personalmente, oltre a storie velate di intrigo e a tinte gialle, apprezzerei che venissero affrontati temi sociali importanti. Ma questa direzione è già stata intrapresa e posso spiegarlo con un esempio personale.

 

Quale?



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