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FALSI INVALIDI/ Tanti i truffatori sparsi per l'Italia: il dibattito a Pomeriggio 5

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Barbara D'Urso  Barbara D'Urso

Sia Chiosi che Corbo specificano però che al Nord tale fenomeno è diffusissimo. Corbo riferisce a Barbara che è proprio grazie ai Carabinieri di Napoli che il fenomeno è venuto a galla: "E' un motivo di vanto". Poi, Balbo racconta la sua testimonianza: "Ho scoperto di non essere inabile al 100 per cento, e mi sentivo un ladro. Ho iniziato una battaglia vera e propria, con tanto di avvocato. E credetemi, la cosa mi ha condizionato e non poco: ho vissuto alcuni anni della mia vita a credere che sarei morto. Questo perché ASL e INPS hanno notato da tre domande, fattemi nel 1994, che io fossi malato di "demenza". Ed io ero un ottimo manager di azienda, vi lascio immaginare come ciò abbia condizionato il mio lavoro". Il blog si scaglia contro tutta la categoria: "Smettiamola di chiamarli furbetti. Sono ladri e truffatori". Poi, Barbara dà il via ad un altro servizio, stavolta girato al Nord: la gente che nell'alta Italia ci è nata è convinta che il fenomeno sia diffuso soprattutto al sud. Ma tra i pendolari, o tra coloro che le origini le hanno nella parte bassa della penisola, questa discriminazione lascia il tempo che trova: gli evasori non hanno regione né appartenenza. Al ritorno in studio, Corbo parla di numeri: "Ci vorranno almeno tre anni per arginare il fenomeno, ma devo dire che Finanza e Carabinieri si sono attivati per davvero". Chiosi è d'accordo con coloro che non fanno distinzioni tra Nord e Sud: "Se proprio dobbiamo fare differenze, parliamo dei miglioramenti. Oggi nella parte bassa dell'Italia è ancora più difficile che nel resto della penisola riuscire a falsificare certificati della ASL o dell'INPS".



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