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BERNARDINI SOSTIENE CHE…/ Quello che (non) ho: Fazio e Saviano tra fucilatori ed esaltatori

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Roberto Saviano (Infophoto)  Roberto Saviano (Infophoto)

Ma non è questo, maledizione, che dobbiamo chiedere ai tentativi importanti di fare nuova/buona tv. Io qui a Torino vedo una banda di amici appassionati e smaniosi di far bene, vedo un rigore e una creatività intelligenti, coraggiose e insieme prudenti: gente che vuole parlare alla gente, che vuol dire le cose che considera importanti, professionisti che occorre sfidare sul loro piano, non tirandosene sempre fuori in nome di una “offesa” diversità.

Spesso non condivido certi loro dubbi, certi cedimenti alla cultura dominante, certa mancanza di problematicità nell’affrontare temi delicati e sensibili. Ma tifo per loro. Tifo per la loro avventura piena di rigore formale, per la loro voglia di rischiare con lunghi monologhi, inediti accostamenti musicali, momenti di danza creativa e alta, battute leggere, testimonianze dolorose. Guardateli, da stasera, ma lasciate a casa i pregiudizi. Pesate le loro parole, non fatele fuori frettolosamente.

Sono convinto che il rinnovamento della tv parta da qui, che il superamento della talkshow mania possa venire dalla faccia stralunata, dalla palla rotonda del cranio di Roberto Saviano che Duccio Forzano si ostina a voler tagliata, in alto, dai suoi cameramen.

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