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IL CASTELLO NEL CIELO/ Il cartoon di Miyazaki che "fluttua" tra desiderio e potere

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Una scena del film Il castello nel cielo  Una scena del film Il castello nel cielo

A Laputa, infatti, Muska vuole costruire un impero ed è disposto a ricorrere alla violenza e alle armi da fuoco, ma la sua avidità si scontra con l’altruismo e l’idealismo di Sheeta e Pazu, che ricorrono al potere del ciondolo per salvare l’isola nel cielo. Come nella Principessa Mononoke, l’uomo cerca di domare la natura con la tecnologia, violandone la sacralità. Eppure, il nucleo vitale della Terra ha in sé un potere che, grazie all’innocenza e alla bontà dei protagonisti, sopravvive a ogni assalto, conservando la speranza della ricostruzione.

La difesa dell’habitat naturale, del mistero originario contenuto nel cuore della foresta, è un tema caro al regista giapponese, ricorre nei suoi capolavori e stimola una riflessione sul futuro del nostro pianeta, dove l’armonia con l’ambiente circostante sembra ormai compromessa. Richiamando Atlantide, ma anche Babilonia, Laputa è il simbolo dei desideri e insieme della superbia degli uomini, incapaci di proteggere l’ideale dalla corruzione del potere. L’isola rappresenta il Bene e il Male, lo Yin e lo Yang, il Paradiso e l’Inferno, il dualismo che accompagna la storia dell’umanità, in bilico tra l’amore per la bellezza e la tentazione del crimine.

Ne Il castello nel cielo, ai temi filosofici si accompagna un ritmo action legato soprattutto alla presenza di Pazu, un eroe attivo che lotta per i propri ideali e per salvare la ragazza che ama. Sembra che Miyazaki abbia voluto unire nel film la tradizione orientale e quella occidentale, intrecciando armoniosamente i richiami al patrimonio mitologico e letterario di paesi diversi per dimostrare che la cultura non ha confini. Esiste un patrimonio comune a tutte le civiltà, come spesso hanno messo in luce gli antropologi, gli studiosi e gli artisti, che affonda nel viscerale rapporto tra l’uomo e la natura e nei bisogni primari di ogni creatura: l’amore, la fede e la felicità.

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