BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

BERNARDINI SOSTIENE CHE…/ La crisi in Margin Call e la musica hollywoodiana di Dave Grusin

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Una scena del film Margin call  Una scena del film Margin call

…gli americani del Nord la sanno sempre un po’ più lunga. O almeno te la fanno sembrare così. Ti infili un po’ casualmente in un concerto del grande chitarrista fusion Lee Ritenour al Blue Note di Milano, e un po’ casualmente ti trovi davanti anche Dave Grusin, un pluridecorato della musica da film hollywoodiana che va verso gli 80. Quello - anche se te ne eri dimenticato - ti ammolla al pianoforte dopo un po’ uno dei temi più belli che il cinema abbia mai regalato alla musica (o viceversa): Mountain dance, leit motiv di Innamorarsi (Falling in love), singolare storia d’amore incompiuta - anzi forse compiuta perché vi si è rinunciato - fra Robert De Niro e Meryl Streep (1984). Compratela su iTunes a meno di 1 euro e poi riascoltatela in una delle tante versione live di Grusin presenti su Youtube, e capirete perché. È un tema armonicamente semplicissimo - ma melodicamente troppo veloce e pianistico per ricantarselo facendosi la barba - che ti si appiccica alle orecchie e non se ne va più. Io, che l’avevo perso di vista, ma mi ero sempre ripromesso di trovarne il disco in passato (impresa difficile resa ormai facilissima nell’epoca della musica in rete), ne sono stato condizionato per almeno 24 ore. Ho riascoltato quel tema a loop sul mio iPhone per almeno 100 volte consecutive, l’ho letteralmente consumato.

 



L’autore, in realtà, quella sera al Blue Note, era semplicemente un onoratissimo comprimario, essendo band leader e titolare della serata Ritenour, come si evince dai tweet:

 

- Lee Ritenour/Dave Grusin: bella musica al Blue Note Mi (ascolto con Maurizio Lauzi, figlio di Bruno). Good night sleep tight

 

- Ci vorrebbe mia moglie che ha sempre adorato il tema di “Innamorarsi”: Grusin lo sta suonando (niente sentimentalismi)

 

- Altro che fusion, adesso Grusin & Ritenour sono finiti nell’imbuto del cool jazz e del blues, e ci stanno a meraviglia

 

- Ritenour & Grusin BlueNote MI: la fusion torna al classico, senza muscoli, tecnicismi o suoni strani da esibire: groove giusto e buoni temi

 

Insomma, una di quelle sere che te ne vai a letto tardi (concerto finito poco prima dell’una del mattino), ma davvero galvanizzato per l’“etica” musicale, verrebbe da dire, dei suoi protagonisti. Cioè: a biglietto salato corrisponde strumentismo eccezionale, qualità alta delle composizioni, generosità nella durata e gioco scioltissimo nel far musica.

Non vi va bene la parola etica? Chiamatelo rigore allora, chiamatelo gusto della perfezione, della bellezza. Perché quella sera - bulimico, d’accordo, datemi del bulimico - prima di darmi alla fusion ho voluto riascoltarmi nella stagione milanese dell’Orchestra Verdi il Triplo concerto di Beethoven e il Canto della terra di Mahler.



  PAG. SUCC. >