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PAOLO BORSELLINO-I 57 GIORNI/ Stasera il film con Luca Zingaretti nel ruolo del coraggioso magistrato nei suoi ultimi giorni. Anticipazioni, Rai Uno

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Luca Zingaretti interpreta Paolo Borsellino (Uff.stampa Rai)  Luca Zingaretti interpreta Paolo Borsellino (Uff.stampa Rai)

Paolo Borsellino-I 57 giorni, il film. Anticipazioni, stasera 22 maggio 2012, Rai Uno - In occasione del ventennale delle stragi di Capaci e di Via D'Amelio, Rai1 manderà in onda questa sera in prima serata il tv movie in un'unica puntata “Paolo Borsellino: i 57 giorni”. Un tragico numero che indica i giorni che separano l'attentato in cui fu ucciso il giudice Giovanni Falcone da quello che ha ammazzato l'amico e collega Paolo Borsellino. Un lasso di tempo in cui proprio Borsellino ha lavorato alacremente per scoprire i mandanti dell'agguato in cui morirono Falcone, la moglie, Francesca Morvillo e tre uomini della scorta. A prestare il volto al magistrato palermitano, un intenso Luca Zingaretti. Per interpretare Borsellino, l'attore, noto per aver interpretato il Commissario Montalbano si è sottoposto a lunghe e impegnative sedute di trucco in modo da assumere le sembianze di un uomo deluso e affranto per i tanti tradimenti, per la morte dell’amico e di molti suoi colleghi. Un lavoro lungo e faticoso che ha coinvolto anche la mimica facciale, i gesti e soprattutto, l'affinamento di un impeccabile accento palermitano. Nel cast, Lorenza Indovina (Agnese Borsellino), Enrico Ianniello (Antonio Ingroia), Davide Giordano (Manfredi Borsellino), Rori Quattrocchi (la madre di Borsellino) e Andrea Tidona (Giammanco). Le musiche sono state affidate al genio del Maestro Ennio Morricone che è riuscito nell'intento di sottolineare l'estremo coraggio di un uomo contro lo strapotere di Cosa Nostra che continuava ripetere non “Se morirò” ma “Quando morirò”. Nel film non c'è discrepanza fra l'uomo pubblico e quello privato: il magistrato, consapevole della propria fine imminente, cerca di vivere intensamente e in modo del tutto normale, l'affetto dei suoi cari, sballottati fra scorte e rifugi segreti e la sua sfera pubblica, quella di uomo dedito allo stato e votato ormai alla sua corsa contro il tempo. Per la preparazione del film, oltre a visionare le interviste date da Borsellino, i suoi interventi in pubblico e le registrazioni su via d’Amelio, i produttori e il regista hanno incontrato ripetutamente il Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso e il Giudice Antonio Ingroia, ma anche la famiglia, così da chiarire innumerevoli dettagli, capire alcuni passaggi oscuri e correggere alcune idee che purtroppo nascevano da opinioni correnti.



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