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SFOOTING/ Barzaglio, Pirlite, batterie al Lichtio e GeroVidal: i segreti della Juve bionica

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Un campionato stravinto e una Coppa Italia sfiorata. Ma come ha fatto la Juve a correre, correre, correre, senza tregua, dall'inizio del campionato? Solo merito dello staff di preparatori atletici che hanno affiancato Conte? No, in realtà c'è di più. E per scoprirlo, abbiamo dovuto indagare nei sotterranei del ritiro di Vinovo. Qui, nascosto da uno strato di rocce, granito e chiellinite (è una lega di ferro, manganese, silicio e succo di caciucco, che non solo sugli avversari in campo, ma anche su curiosi, spie e paparazzi ha lo stesso effetto della kryptonite su Superman) si trova un bunker inaccessibile. E’ il “Labo Elkann”, laboratorio top secret dove uno staff di scienziati studia da anni l’ampia gamma di sostanze eccezionali, diremmo quasi stupefacenti (ma solo dal punto di vista scientifico) che hanno consentito ai giocatori juventini di andare a 200 all’ora per tutto il campionato. Qui è nata la “Juve bionica”, capace di vincere lo scudetto, con la sola forza di una buona dose di “iniezioni di fiducia” del team di scienziati, che agli ordini del professor KarlAlbert Einstein (si pronuncia Einstìn), hanno messo a Punto (a Torino  “Punto” si scrive sempre con la P maiuscola) questa incredibile macchina da gol. A tal proposito, meritano una citazione anche i due più stretti collaboratori del professor Einstein (si pronuncia Einstìn): la dottoressa frau Helmuta Hallerin (nipote di Helmut Haller e silenziosissima ricercatrice esperta di Hallergie) e il dottor Igortudor (si pronuncia Aigortiudor), gobbo dalla nascita (ma non ci riferiamo a una passione primigenia per la Juve, bensì alla sua evidente cifoscoliosi che lo ha attanagliato sin dai primi vagiti) e tifosissimo dell’Hajduk Spalato, quando il lavoro e i lancinanti dolori alla gobba lo permettono. Ebbene, questo intraprendente terzetto è giunto a scoprire importantissime sostanze, di cui siamo in grado di darvi conto dettagliatamente.

La Fiatina.  E’ un composto sintetizzato del metabolismo energetico, utilizzato nell’alimentazione base di ogni giocatore juventino. In pratica è una versione amplificata della creatina. Si tratta di una molecola, rinvenuta nei testicoli dell’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, e comunemente chiamata “Common rail”: è formata da sei cilindri, una pompa di accumulo ad alta pressione per pompare le proteine e da iniettori di carboidrati a comando elettronico. Garantisce ai giocatori bianconeri accelerazioni da zero a 100 in soli 8 secondi. La Fiatina è stata anche testata sui lavoratori della Chrysler, somministrata a piccole dosi nel menu della mensa aziendale: i risultati in termini di produttività sono stati davvero eccellenti. A Pomigliano d’Arco, però, la Fiatina ha trovato la dura opposizione del sindacato: non può esserne ammesso l’uso in azienda in sostituzione della dieta mediterranea, perché eliminerebbe del tutto il desiderio di riposare, rilassarsi o prendersi una pausa caffè. Un effetto collaterale insostenibile, almeno a detta dei delegati di fabbrica.

Il Vinovil. Brevettata proprio a Vinovo, da cui prende appunto il nome, è una colla particolarmente adesiva, applicata sui guanti di Buffon, che ne accentua la presa. Non ne viene ovviamente consigliato l’uso sulle scarpe, proprio per non rallentare i rinvii; vista però la topica occorsa al numero uno bianconero contro il Lecce (dove probabilmente è stata inavvertitamente applicata della sciolina proveniente, non si sa ancora come, dalla malga al Sestrieres dove vive lo skiman che prepara gli sci alla famiglia Agnelli), il professor Einstein (si pronuncia Einstìn) ne sta studiando una versione meno viscosa. Buffon usa spesso il Vinovil per incollare sul suo album le figurine Panini. Invece Giovanni Muciaccia, storico conduttore di “Art Attack”, dopo aver scoperto questa colla (di cui parla in continuazione nel suo programma per bambini), quando non lavora a Disney Channel, staziona a casa Buffon dove sta letteralmente incollato al lato B della Seredova.

Il Barzaglio. Tutti si sono chiesti come ha fatto il difensore bianconero a giocare sempre d’anticipo sugli attaccanti avversari, che fin dal fischio d’inizio preferivano girargli alla larga. Ebbene, dalle colonie di batteri recuperati nel palato del giocatore, il professor Einstein (si pronuncia Einstìn) ha tratto un preziosissimo organismo di origine vegetale, il Barzaglio (nome scientifico: Barz-Allium sativum), capace di conferire all’alito del giocatore un aroma pungente, fastidioso, oseremmo dire al limite del fetido, insopportabile per i giocatori avversari, impossibilitati così anche solo ad avventurarsi nella trequarti campo juventina. Ingenti richieste di spicchi di Barzaglio sono giunte a Vinovo da Buckingham Palace: il principe Carlo lo userebbe addirittura come contraccettivo, perché proprio non vorrebbe più saperne di Camilla Parker Bowles.  

Il Pirlite. Scoperto fin dai primi giorni del ritiro nella radice quadrata dei capelli di Pirlo, questa sostanza esalta le funzioni cerebrali e potenzia le capacità di risoluzione dei problemi. E’ riconoscibile dal fatto che a contatto con una sfera di cuoio produce lampi di genio. “Il” pirlite non va però confuso con “la” Pirlite, una sostanza gassosa che da una decina di mesi circa abbonda nell’area che va da Milano (zona via Turati) fino a Milanello. Gli effetti della pirlite? Annebbia il cervello nei momenti in cui si devono prendere decisioni importanti. Non a caso, da mesi, ogni lunedì mattina Adriano Galliani, per recuperare un po’ di autostima, è stato avvistato tra le brume della bassa Brianza passeggiare, occhi vitrei fissi nel vuoto, in compagnia di Josè Mourinho. Pare che lo Special One, nel suo italiano alquanto colorito, continuasse a ripetergli come un mantra: “Adriano, tu non hai preso la pirlite, ma vendere Pirlo è stata una pirlata: lasciatelo dire da uno che non è un pirla!”.




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