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L'OLIMPIADE NASCOSTA/ Andrea Bosca: girando la fiction nel lager c'era l'eco delle atrocità, ma lo sport ci ha salvato...

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Andrea Bosca è Vittorio Mancini  Andrea Bosca è Vittorio Mancini

Abbiamo girato tanto in quello che all'epoca è stato un campo di concentramento e se non ci fosse stato il gruppo di tutti coloro che hanno lavorato non avremmo portato a termine questo prodotto e forse ci sarebbe rimasta dentro la tristezza e il senso di atrocità di quel luogo. Abbiamo vissuto in quel campo tutti i giorni ed è stato inevitabile pensare alla vita dei prigionieri lì dentro. Il gruppo, esattamente come vedrete accadere nella fiction, ci ha “salvato”. Ci sono state persone che avevano problemi di sonno perchè abbiamo lavorato in luoghi teatro di fatti così drammatici a cui era impossibile non pensare.

A proposito di “gruppo”, com'è stato il rapporto con gli altri attori del cast?

Ho avuto la fortuna di lavorare con un grande cast internazionale, ho infatti recitato in presa diretta in inglese, dove sono nati splendidi rapporti. Oltre all'amicizia con Alessandro Roja, che già conoscevo, è nata un'inaspettata e fortissima amicizia con Gary Lewis, che interpreta Alex. E' nato un rapporto vero con un uomo autentico che guarda in faccia e punta alla verità. Ma è stato straordinario lavorare con tutto il gruppo. Durante le riprese ci sono stati momenti anche tristi e difficili, ma ci siamo messi addirittura a giocare a calcio per stare insieme e aiutarci a vicenda.

Ci racconta qualche fatto che l'ha colpita o che ricorda come significativo durante il periodo delle riprese?

Abbiamo vissuto mesi pesanti e freddi nel campo di lavoro a Terezin in Repubblica Ceca, a cavallo tra l'estate e ottobre, quando in quei territori le temperature sono già rigide, ed è successo davvero di tutto... Ho un bellissimo ricordo della colazioni che facevamo tutti insieme al mattino, al freddo, discutendo i vari aspetti delle scene da girare prima di iniziare il lavoro della giornata. Le scene delle Olimpiade sono state incredibili, le abbiamo realizzate in pochissimo tempo facendo tifo e incitamento come se si trattasse di competizioni vere: la scena della staffetta l'abbiamo ripetuta numerose volte e c'è stato autentico tifo sportivo in tutte le lingue.

La fiction è in onda in vista delle Olimpiadi di Londra 2012. Dopo aver interpretato un'edizione così “unica” dei Giochi, si lascerà appassionare da quelli che verranno?

Sono come il mio personaggio Vittorio, seguo e amo lo sport, mi piace molto l'atletica e non vedo l'ora di vedere i 100 metri, che abbiamo fatto anche noi nella fiction... Seguirò molto volentieri le Olimpiadi di Londra e nei momenti in cui dovrò lavorare recupererò le gare sul web... Lo sport è davvero motore di unione tra popoli e le Olimpiadi rappresentano molto bene questo: ai tempi dell'antica Grecia addirittura le guerre venivano interrotte per permettere lo svolgimento dei Giochi Olimpici...

Perchè L'Olimpiade nascosta merita di essere vista dai telespettatori?  



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