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BERNARDINI SOSTIENE CHE…/ Se un Brahms "inedito" aiuta a superare Cosmopolis

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...in tempi complicati e controversi ci salverà la musica, per parafrasare i Pooh (che poi non c’entrano nulla). Venerdì scorso sono rotolato un po’ per stanchezza un po’ per curiosità al concerto milanese delle Serate musicali dedicato a Brahms. Garante il grande violinista greco Leonidas Kavakos, già di recente molto apprezzato nelle sonate beethoveniane. Lui e una meravigliosa compagnia di colleghi (violinista Alexander Hohenthal, violisti Diemut Poppen e Hariolf Schlichtig, violoncellisti Patrick Demenga e Giovanni Gnocchi) suonavano del grande Johannes il Sestetto n.1 in si bem.magg. op.18 e il Sestetto n.2 in sol magg. op.36. Ora: ci sono finito, come spiego in questo tweet a un amico musicista rotto a mille avventure tv, Leonardo De Amicis, per pura voglia di conoscere:

 

-@leonardodeamici Un nuovo Brahms: conoscevo le sonate per vl, vlc, clar; i trii con pian. Ma questi pezzi d’archi per quartetti allargati sono oro

 

Mi spiego: del Brahms cameristico e pianistico - lasciamo da parte i capolavori sinfonici e corali, stavolta - da molti anni penso ogni bene. Ma mi mancavano quintetti e sestetti per archi. Stavano lì, nella Complete Chamber Music della Brillant comprata anni fa. E in concerto sono eseguiti raramente. Mi siedo, dopo un anomalo venerdì di viaggio e lavoro in tv e dopo il tentativo fallito di vedermi un film distensivo (per errore sono incappato in Cosmopolis di David Cronenberg, una delle peggiori esperienze di spettatore mai accadutemi: verbosità anticapitalistiche insopportabili, nessun racconto, paradossalità, violenze ed erotismi senza costrutto, da scappare a gambe levate dalla sala, come ho twittato:

 

- Visto Cosmopolis di David Cronenberg. Visto? Resistito circa 1h. prima di uscirne annoiato e interdetto. Troppo vecchio per queste str...

 

Non avete idea quanto mi mette di malumore incappare dopo una giornata stressante in una scelta sbagliata).

Ed eccomi per la modica cifra di 20 euro travolto, graziato, consolato. Temi meravigliosi, cangianti dalla malinconia più struggente all’allegria danzante più sfrenata; costruzioni armoniche modernissime, punto maturo di un classicismo figlio della grande tradizione occidentale; sonorità contrappuntistiche di sapiente, stupefacente capacità costruttiva. Due composizioni appartenenti a due diverse stagioni di Brahms - la seconda col sottofondo amoroso di una certa Agathe - certamente frutto dei rapporti di Brahms con valentissimi strumentisti reincarnatisi l’altra sera nella meravigliosa formazione di Kavakos & friends.



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