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SFOOTING/ Dal Giro di Equitalia al Raggiro d’Italia: nuove idee per la corsa rosa del 2013

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Ghiro d’Italia. La Permaflex ha mandato una mail alla Gazzetta dello Sport avanzando la propria candidatura all’organizzazione del prossimo Giro, che si chiamerà Ghiro d’Italia e vedrà come madrina l’attrice Maria Grazia Cuscinotta. Saranno ammesse solo squadre materasso. Le prime tappe partiranno dalla Lettonia e a chi si sarà classificato primo, dopo una serie di 22 tappe soporifere, verrà fatto indossare il Pigiama rosa. Il vincitore del Gran premio della montagna verrà invece omaggiato dalla Bella Addormentata, appositamente svegliata per il bacio di rito (noi ComicAstri, che siamo un po’ all’antica, continuiamo però a preferire il bacio di Rita). Infine, le gare contro il tempo non si chiameranno “a cronometro”, ma “a sveglia”.

Giro di Taglia. Dolce & Gabbana hanno taggato la Gazzetta dello Sport, proponendosi di disegnare il Giro di Taglia, la nuova griffe ciclistica che i due stilisti vorrebbero modellare a loro gusto. Il percorso sarà a forma di abito da sera, con spacco vertiginoso sullo Stretto di Messina e vistosissimo decoltè sullo Stelvio. Chi vincerà, indosserà un fascinoso ensemble rosa shocking in faille, appositamente disegnato da D&G. Per il Gran premio della Montagna è prevista una waikiki ciclamino abbinata a leggings verde pisello (che, secondo D&G, “è un colore molto macho”).

Gerov’Italia. Un cablogramma è giunto presso la redazione di via Solferino, firmato e “nicknominato” dagli autori: Umberto Veronesi (nickname: “La salute? Ve la do io!”), Margherita Huck (“E le stelle stanno a guardarmi”) e Rita Levi Montalcini (“51 anni per gamba”), subito soprannominati dalla giuria “i 300”, per via della somma dei loro anni. Il testo dichiarava chiaramente la loro volontà di organizzare il prossimo Giro d’Italia, che vorrebbero chiamare Gerov’Italia. Sarà una gara a tappe riservata agli over 65 che stanno per arrivare alla soglia della sospirata pensione. Al vincitore, che indosserà la “Pancera Rosa”, spetterà una pensione pari al 75% dell’ultimo stipendio in lire di un lavoratore in attività all’inizio della Prima guerra mondiale ma non rivalutato con i coefficienti dell’Istat. Al posto del Gran Premio della Montagna ci sarà il Gran Premio della Previdenza: per raggiungerlo occorrerà pedalare per almeno altri 7-8 anni, rigorosamente in salita, controvento, con le ruote sgonfie, il freno tirato, un rapporto da grimpeur vecchia maniera e costretti a non sollevare i glutei dal sellino appuntito in acciaio Inox foderato di cartavetrata. All’idea del Gran Premio della Previdenza, il ministro Fornero non ha potuto non trattenere una fugace lacrima (non si è capito bene se per la proposta in sé o se per le condizioni imposte ai corridori pensionandi).

Giuro d’Italia. Antonio Di Pietro ha mandato un mandato di comparizione alla Gazzetta e si è proposto di organizzare, con il supporto logistico dei supporter dell’Italia dei Valori e dell’Associazione nazionale magistrati, il prossimo Giro, che si chiamerà Giuro d’Italia. I corridori, prima della partenza di ogni tappa, dovranno infatti giurare su una copia dell’Almanacco del Ciclismo (considerato “la Bibbia del pedale”) di non aver mai rubato neanche una puleggia in vita loro: poi scatteranno le indagini e gli eventuali corridori mendaci verranno intercettati, inquisiti, indagati e rinviati a giudizio. Durante le tappe, i giudici avranno un occhio di riguardo per i corridori che sceglieranno il lato sinistro della strada; chi invece si terrà sul centro-destra potrebbe più facilmente ricevere degli avvisi di garanzia. Il piatto forte del Giuro d’Italia sarà “Il Processo mediatico-giudiziario alla tappa”, condotto dai pubblici ministeri Henry John Woodcock e Antonio Ingroia, con la partecipazione straordinaria di Ilda Boccassini, nelle vesti di valletta inquirente, e di una platea festante di fan del giustizialismo. Nonostante il massimo riserbo degli inquirenti sul tracciato, secondo indiscrezioni di stampa, sono previste 21 tappe, di cui 20 tra Arcore e Milano-Palazzo Lombardia. Ecco le principali: Arcore-San Vittore, Arcore-Regina Coeli, Arcore-Ucciardone, Palazzo Lombardia-Poggioreale e la cronometro Palazzo Lombardia-Palazzo di Giustizia.



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