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LIGABUE SUL DUE/ La vita e la carriera del rocker tra interviste, videoclip e canzoni. 8 maggio 2012

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Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

"Buon compleanno Elvis" è stato un album che ha fatto la differenza nella storia di Ligabue, che nel video ha raccontato a suo modo il mito del cantante. Da Londra, dal Royal Albert Hall, Ligabue dice che sta per iniziare un viaggio musicale che partirà proprio dalla capitale inglese, dove si farà ispirare da tutti i grandi che hanno suonato proprio in quella grande sala: saranno concerti fuori programma, non un tour vero e proprio, ma una serie di appuntamenti caratterizzati dalla bellezza dei luoghi. "Il giorno di dolore che uno ha" è una delle canzoni che Ligabue preferisce, perché incita alla speranza ma anche alla consapevolezza: se le canzoni sono utili sono anche uno strumento, una pinza in mano a qualcuno che riesce a resistere con la consapevolezza di come stanno le cose. Ligabue si dichiara disilluso dalla politica, uno che ha creduto nel sogno di un mondo più giusto dove ci fosse una chance per tutti, mentre gli ultimi anni sono andati esattamente nella direzione opposta. "A che ora è la fine del mondo?" e, soprattutto, "Sotto bombardamento" nascono dalla riflessione sul fatto che il numero di informazioni a cui siamo sottoposti non è naturale: troppe notizie sono come nessuna notizia e troppe sollecitazioni di memoria equivalgono a nessuna sollecitazione. "Il mio nome è mai più" di Ligabue, Jovanotti e Piero Pelù, a sostegno di Emergency, scritta contro la guerra, tocca però anche indirettamente il tema della memoria e del fatto che si tenda a dimenticare tutti gli eventi tragici. La trasmissione si chiude con Pierfrancesco Favino che recita alcuni versi di "Tra palco e realtà" sulle note della canzone e, infine, un saluto agli spettatori con "Buonanotte all'Italia".



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