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LIGABUE SUL DUE/ La vita e la carriera del rocker tra interviste, videoclip e canzoni. 8 maggio 2012

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Ligabue sul Due, riassunto puntata dell’8 maggio 2012 - Il ciclo musicale proposto dalla Rai è continuato ieri raccontando la vita e la carriera di Luciano Ligabue. L'intera trasmissione si gioca tra spezzoni di concerti, videoclip e flash di interviste a personaggi dello spettacolo ed amici del rocker emiliano. Alcune testimonianze di persone che hanno conosciuto Ligabue forniscono un ritratto del cantante: tra le varie interviste c'è quella di Elisa, che sostiene che ciò che rende Ligabue speciale è che si concentra totalmente sul messaggio che vuole comunicare, mettendosi completamente a servizio della sua canzone e di coloro che poi la ascolteranno. Ligabue presenta quello che definisce il "covo", ovvero il gruppo formato da due musicisti americani e altri che da anni lavorano con lui: Luciano Luisi, Fede ovvero Federico Poggipollini, Michael Urbano, Niccolò Bossini e altri. Per Ligabue, che racconta intervistato seduto sullo sfondo di Capo Spartivento, ognuno di noi ogni giorno cambia, quindi ostinarsi a opporsi al cambiamento è un po' andare contro natura; i cambiamenti sono leggeri, a volte non ci si accorge nemmeno, eppure sono importanti ogni volta. Lo stesso vale tra un album e l'altro: magari l'ascoltatore non lo percepisce, ma l'intento è sempre stato quello di cambiare rispetto al passato. Tutto l'album "Chi me lo fa fare?" si basa su questa convinzione e ha in sé tutto l'impegno possibile. Ligabue racconta che ha sempre voluto trasmettere il sentimento che c'è nel rock, non solo per fare un genere come il rock, ma proprio per trasmettere energicamente le sue idee. "Non è tempo per noi" è la canzone in cui si è più identificato Nico Colonna, mentre per Gino Strada "Il mio nome è mai più" rappresenta un vero e proprio inno, insieme a "Una vita da mediano", canzone che la dice lunga su quanta fatica ci voglia per costruire, per ottenere dei risultati, anche per vincere. La canzone nasce da un senso di colpa di Ligabue per il suo successo: volendo quasi scusarsi con i suoi fans, ha voluto far capire, attraverso una metafora calcistica, che il successo ha avuto un prezzo, costituito da tanti sacrifici e tanta fatica. Sulle note di "Il centro del mondo", Stefano Accorsi sostiene che Ligabue è un vero centro, è come se avesse un nucleo al suo interno che non tutti hanno. "Radio freccia" è stato più di un film, è stato una vera avventura per tutti quelli che ne hanno preso parte. Il cinema è stato molto presente nella vita di Ligabue, il quale afferma che il cinema non ha tempi morti e fa pensare a un'idea di intensità della vita che non può esistere. Il produttore Procacci ritiene che Ligabue come regista è davvero stato una sorpresa, sia in "Radio freccia" che in "Da zero a dieci", per le sue capacità di narrare ma anche di dirigere. Vissuto tutta la vita in una piccola cittadina, quale è Correggio, patria anche dell'intellettuale Pier Vittorio Tondelli, Ligabue ha mantenuto amicizie forti che gli hanno ispirato "Lambrusco e pop corn" e "Bar Mario" dove racconta le cose semplici che lo circondavano. 



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