BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SFOOTING/ Oltre alle zanzare tigre, quest’estate dovremo difenderci dalle zanzare sioux

Pubblicazione:

Foto: Fotolia  Foto: Fotolia

Da Zan Pietroburgo sono giunte tra noi le cosiddette “zan-zar di Russia”: grazie alle lamine delle ali, in un tessuto biologico molto simile alla struttura del goretex, riescono a resistere a temperature fino a -38 gradi. Sulle zampe posteriori, la natura le ha dotate di assicelle flessibili, di origine ossea, che ricordano molto da vicino gli sci. Le zan-zar le utilizzano per atterrare sulla preda a gran velocità, mentre per succhiare il sangue sfruttano le loro pompe muscolari del capo, a forma di racchette da sci molto appuntite. Il loro passaggio è facilmente riconoscibile: i segni sulla pelle umana sono simili a quelli di uno slalom su una pista innevata. Dopo una puntura sono solite festeggiare - nel punto dove hanno colpito – con la classica quadriglia del Don (danza tipica di campagna dei Cosacchi), ballando sedute sulle loro zampe e con le ali conserte.

Originaria della Nuova Zelanda è invece la zanzara merinos. E’ un insetto che ama i climi freddi e secchi, visto che è completamente avvolta da un batuffolo di soffice lana merinos, che la rende totalmente inoffensiva, in quanto il pungiglione della zanzara è molto spesso più corto del vello che la ricopre. Da qui la difficoltà a riprodursi, con il conseguente rischio di estinzione. A tutto ciò si aggiunga lo spregiudicato sfruttamento che ne fa l’alta moda: lo stilista Moschino, per esempio, le alleva nel suo atelier per ricavarne soffici e coloratissimi tamponi di cotone idrofilo, da usare soprattutto per disinfettare la cute al suo stilista preferito, Capitan Uncinetto, quando si punge con l’ago mentre ricama i suoi modelli.

Ma la più pericolosa e fastidiosa in assoluta è senz’altro la temibilissima e selvaggia zanzara sioux. Facilmente identificabile per una sorta di copricapo di antenne colorate, i primi esemplari di questa specie sono stati avvistati in Sardegna, nelle assolate montagne del Gennargentu, che tanto ricordano il loro habitat naturale: la zona del Grand Canyon, in Arizona Settentrionale, negli Stati Uniti. Una volta individuata la preda, le zanzare sioux la circondano e cominciano a girarle intorno, per tutta la notte. Questi insetti non attaccano mai prima dell’alba, si muovono sempre a gruppi e sono molto rumorosi. Particolarmente dolorose si rivelano le loro punture, paragonabili a frecce acuminate. Per bloccare la zanzara sioux, a tutt’oggi il rimedio più efficace sembra quello scoperto da alcuni ricercatori dell’Università dell’Indiana. Come funziona? In un piccolo recipiente di legno, adatto al riscaldamento e alla bruciatura di sostanze essicate, introdurre un potpourri di petali di geranio della prateria e foglie di lavanda del Settimo cavalleggeri. Il nome con cui è stato commercializzato questo prodotto è “Calumet Vape”. In Italia è venduto in tutti i supermercati della catena Pam, che nella lingua dei nativi americani significa “colpo di fucile”.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.