BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SFOOTING/ Oltre alle zanzare tigre, quest’estate dovremo difenderci dalle zanzare sioux

Pubblicazione:

Foto: Fotolia  Foto: Fotolia

Dalla notte dei tempi sono le compagne indesiderate e fastidiose che tormentano le nostre afose notti d’estate. Avete indovinato, stiamo proprio parlando delle zanzare. Come dice lo Zingarelli, un vocabolario che sa tante cose, perché è andato in giro a rubacchiarle qua e là, “la zanzara è un insetto dotato di apparato boccale pungente e succhiatore, con lunghe antenne e lunghe zampe e capace di procurare lunghe notti d’insonnia. La ‘zanzara’, come fa intendere la parola stessa, è originaria di Zara, in Croazia; fosse stata originaria della Slovenia, si sarebbe chiamata ‘zanlubiana’ e, fosse stata originaria della Repubblica ceca, le avrebbero dato il nome di ‘zanpraga’”.

Le prime zanzare comuni sono state avvistate già ai tempi dell’uomo di Neanderthal e appartengono alla specie Culex, proprio perché il rude cavernicolo, infastidito dal loro insolente ronzio notturno, nel buio della caverna le minacciava con la sua clava gridando, con linguaggio assolutamente primordiale e rozzo: “O sloggi da qui o ti faccio un culex così!”. Minacce reiterate ma inutili: le zanzare ancora oggi, facilitate dal fatto che non capivano il linguaggio rozzo di quei primordi, né tantomeno comprendono quello raffinato dei contemporanei, continuano tutte le notti a prenderci bellamente per il culex.

In ogni caso, forse non tutti sanno che da sempre in Islanda la zanzara è considerata un animale intoccabile, perciò sacro: però, qualcuno ha mai visto una zanzara in Islanda? Anche nel Suriname, un tempo, le zanzare erano considerate animali sacri, cioè intoccabili: peccato che per le zanzare i surinamesi non erano altrettanto intoccabili e tanto meno sacri (con le conseguenze ben note ai turisti che si recano in quel Paese sudamericano). In Giamaica, invece, starebbero sperimentando un gigantesco zampirone alla marijuana, che si accende esclusivamente in ambienti chiusi, così che possa essere testata al massimo la sua efficacia doppia: da un lato, addormenta le zanzare; dall’altro, dopo una botta di confusionaria euforia, assopisce anche i giamaicani. Nei Paesi arabi, infine, non hanno ancora risolto il problema: gli uomini hanno lanciato più di una fatwa contro le zanzare, mentre le donne continuano da secoli a lanciare contro i muri delle loro stanze più di una babbuccia, nella speranza di colpirle, ma con il chador sugli occhi la mira, oggi come ieri, non è un granché: così le zanzare continuano a proliferare.

Ma torniamo alle afose notti estive, che – ahinoi! – saranno funestate da nuovi nemici alati. Oltre alla zanzara tigre – arrivata in Italia nel 1991, ma di lei già parlava nell’Ottocento lo scrittore Emilio Salgari, profondo conoscitore delle isole dei Mari del Sud-Est asiatico, dove ha ambientato i romanzi del suo eroe, Zandokan, non a caso soprannominato “la zanzara-tigre della Malesia” - dovremo presto fare i conti con la sua temibile “cugina”, la zanzara coreana (Aedes Koreicus), la cui presenza è stata recentemente segnalata nella provincia di Belluno, e con la sua ancor più vorace “pronipote”, la zanzara giapponese (Aedes DecimoDan) . Riconoscibilissima per i caratteristici occhi a mandorla, per la minuscola bandana bianca con cerchio rosso sul capo, per la cintura nera sull’addome e per la sua proverbiale aggressività, mantiene comunque le proprie caratteristiche etniche: oltre ad attaccare l’uomo, è carnivora con alcune specie, in particolare si nutre di pesci rossi, che ama mangiare crudi, a pezzi; per questo motivo, in Italia è soprannominata anche con l’appellativo di “zanzara-sushi”.

In Africa, sulle rive del Nilo, è stata invece avvistata la zanzara-ippopotamo. Ama restare a lungo, immobile, negli invasi d’acqua. E’ considerata dagli egiziani molto pericolosa, perché con la sua mole riesce a sfondare le reti antizanzare a maglie strette. Secondo gli esperti, essendo molto pigra e lenta a muoversi, potrebbe arrivare in Italia non prima del 2127 (però, meglio parlarne in anticipo per non farci trovare impreparati e per evitare che qualche pubblico ministero ci rinvii a giudizio per “omissione di segnalazione di insettone con pungiglione”).



  PAG. SUCC. >