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CHI L'HA VISTO?/ Roberta Ragusa: litigava con l'amante del marito. Emanuele Orlandi: identificato il “pedinatore” Novità su Yara Gambirasio

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Roberta Ragusa  Roberta Ragusa

CHI L'HA VISTO? - Roberta Ragusa litigava con l'amante del marito. Novità su Yara Gambirasio e Emanuela Orlandi. Chi l'ha visto? è andato in onda con una puntata piena di novità e aggiornamenti su gravi casi di cronaca. A cominciare dalla scomparsa di Roberta Ragusa. Federica Sciarelli ha mandato in onda su Rai Tre le testimonianze di due amiche della mamma di San Giuliano Terme, una delle quale preferisce stare nell'anonimato. La prima, Letizia Badalessi, racconta che durante le feste, le due ragazze si divertivano ad uscire la notte, senza combinare nulla di grave, ma soltanto per passare la serata, tornando a casa soltanto quando i fuochi d'artificio finivano.L'amica spiega anche da cosa deriva la pista del cimitero, poi scartata dagli inquirenti: la donna ricorda che pochi giorni dopo la scomparsa di Roberta, si trovava con degli amici a passeggiare e che un furgone bianco sembrava che li seguisse. Il gruppo entra allora in una strada bianca, e quando si voltano per vedere se il furgone li segue, questo si ferma, e con una manovra brusca, scappa in direzione opposta: la donna nota che questo mezzo ha una scritta, che lo riconduce al cimitero di Orzignano, dove va subito a chiedere al custode come mai una lapide era rovinata, l'uomo risponde che si tratta di una vecchia persona, che essendo senza parenti, dovrà essere tolta, facendo capire che la loro ipotesi è del tutto sbagliata. L'altra amica, che preferisce restare nell' anonimato, racconta invece che Roberta litigava in continuazione con Sara, l'amante del marito, poiché oltre che intromettersi nella vita del marito e nella scuola guida, la donna si intrometteva nell'educazione della figlia, facendo quindi nascere dei litigi. La donna conclude dicendo che vedeva Roberta sempre più stanca, e che questa le aveva confidato che il marito non andava mai a letto prima delle due di notte, e che quindi, la versione del marito è soltanto una menzogna, aggiungendo inoltre che si dovrebbero cercare i diari di Roberta, in quanto lei aveva l'abitudine di annottare tutto quello che le accadeva.

Importanti novità anche sul caso di Emanuela Orlandi con la testimonianza di un amico che ricorda quanto accaduto il giorno prima della scomparsa della ragazza: l'uomo, anch'esso rimasto in anonimato, ricorda innanzitutto Emanuela come una persona solare, sempre pronta ad organizzare attività con i suoi amici dell'associazione del Vaticano, ma allo stesso tempo una persona diffidente nei confronti di chi non conosceva, aggiungendo quindi che per nessun motivo sarebbe mai salita a bordo di un'auto di sconosciuti, come spesso è stato detto, aggiungendo inoltre che Emanuela aveva un ottimo rapporto con la sua famiglia, dalla quale non si sarebbe mai allontanata. L'uomo passa poi a raccontare quanto accaduto quella giornata: spiega che il ventuno giugno il gruppo si era riunito per andare a visitare un negozio di video giochi che doveva essere inaugurato e che dopo aver salutato Emanuela, tutti si accorsero di questi due ragazzi che osservavano il gruppo in maniera insistente. Il gruppo, mentre si incammina verso il negozio, si volta spesso e nota che i due ragazzi, di cui uno più grande di loro, continua a seguirli, fino a piazza Risorgimento, dove soltanto il più grande continua a pedinarli: i ragazzi entrano allora nel negozio per circa venti minuti e all'uscita, il “pedinatore” continua a seguirli, fino al momento in cui Emanuela sale a casa sua, quando improvvisamente, colui che li pedinava sparisce nel nulla. L'indomani, i ragazzi attendono invano Emanuela, fino alle otto di sera, venendo a scoprire nei giorni seguenti che la ragazza è scomparsa. L'amico ricorda anche come questo pedinatore era vestito, indossava delle Adidas, dei jeans, una cinta marrone, una camicia e portava i capelli pettinati all'indietro con del gel: dopo la scomparsa, subito si reca a fare l'identikit e viene richiamato per identificare la persona che ha visto, ma nessuna foto coincide con la sua descrizione e coi suoi ricordi. Dopo ventisette anni, l'amico viene chiamato nuovamente per identificare il pedinatore, e stavolta viene individuato: si tratta di Angelo Cassani, il quale, intervistato all'uscita del tribunale, sostiene di essere è innocente, e che non conosceva affatto Emanuela Orlandi. In studio è presente anche la sorella di Mirella Gregori, Antonella, che spiega che anche sua sorella è stata pedinata, e che sua madre ricorda che due ragazzi entrarono nel loro negozio e la indicarono, e furono cacciati poiché possedevano delle macchine fotografiche. Continua alla pagina seguente.  



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