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SFOOTING/ Da Binario Mirto a TriTaLo: ecco chi sostituirà Trenitalia sulle linee dei pendolari

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Una protesta di pendolari (Foto: Infophoto)  Una protesta di pendolari (Foto: Infophoto)

Pendolari allarmati. A partire dal 2013, infatti, le Regioni rischiano un taglio dei treni locali a causa della mancanza di fondi. L’amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti, è stato categorico: “Se non verranno aumentate le tariffe o i contributi statali, sarà difficile l’anno prossimo per Ferrovie dello Stato garantire il servizio ai pendolari”. Udite queste parole, il ministro Elsa Fornero non ha potuto trattenere le lacrime; non per i poveri pendolari, ma perché il nonno materno, quando era piccolina, la portava sempre in stazione a vedere quei treni e, accarezzandola dolcemente, la tranquillizzava: ”Tu, su quei vagoni, non ci salirai mai: avrai sempre un taxi o un autista a tua disposizione” e lei si commuoveva per le belle parole del nonno. Il ministro Corrado Passera, invece, ha predisposto in fretta e furia un congruo numero di bandi di gara internazionali per assicurare il servizio su alcuni collegamenti di vitale importanza per le esigenze dei lavoratori-pendolari e quindi per la competitività del Paese.

Binario Mirto. E’ una start up, al 50% della società “Usai Il Treno” (fondata da Salvatore Usai, è proprietaria delle traversine per le linee ferroviarie sarde ancora incellophanate nel magazzino di Macomer) e al 50% di Gavino Murtas (proprietario di mirteti nell’Ogliastra). La società gestirà i collegamenti per i pendolari tra le isole della Sardegna. Previsti cinque coast to coast: la tratta Maddalena-Tavolara; il tragitto Isola dei Cavoli-Isola della Serpentara, facendo tappa a Punta Molentis presso Villasimius (non tanto per incrementare il numero dei pendolari, quanto per non dare l’impressione di essere su un traghetto: ferrovie sono!); la CircumArcipelago del Sulcis (un binario unico a unire isola del Toro, isola della Vacca, isola del Vitello e isola del Corno: la cosiddetta “rotaia delle fattorie”); il binario Isola di Sant’Antioco-Mare aperto (dove sarà possibile buttarsi dai finestrini prima di arrivare al capolinea, che è appunto in mare aperto e quindi non c’è stazione); la linea Spargi-Spargiotto con diramazione Budelli-Caprera-Molara (con la Maddalena al centro del sistema ferroviario, quindi). I treni saranno divisi in tre classi: Taratzanos (contadini), Piscadores (pescatori), Mandrarzus (allevatori), quest’ultima corrispondente alla nostra prima classe. L’idea di collegare via treno le isole della Sardegna è venuta alla coppia Murtas-Usai dopo una notte passata chiusi nelle cantine a inebriarsi di Cannonau, fil’e ferru e mirto, alle cui ben note qualità è stata appunto intitolata l’impresa dei due famosi imprenditori isolani. Se la scelta si sarà rivelata sobria e produttiva da un punto di vista economico, lo scopriremo seguendo il trend di Binario Mirto nei prossimi cinque-sei mesi, un tempo sufficiente ai due imprenditori per riprendersi dalla colossale sbornia.

Avaro Lucano. E’ la società che ha vinto la gara per gestire la CircumVentotene. Il nuovo servizio verrà chiamato “Calende Greche”, per la tempestività con cui verrà messo in funzione e consentirà di organizzare crociere in treno a vela (sarebbe questo il brand su cui gli investitori investirebbero i loro investimenti). Il Consorzio Avaro Lucano non si limiterebbe a queste innovazioni, ma andrebbe anche a gestire altre tratte, come la Bernalda-Pignola, in Basilicata, con una serie di treni scoperti (il Consorzio è così Avaro che ha voluto risparmiare addirittura sui tetti dei treni). Con i soldi recuperati dalla scopertura dei treni, Avaro Lucano andrebbe a investire innanzitutto sulla puntualità, facendone un marchio d’eccellenza europea. Per esempio, in base all’orario pubblicato su internet, il treno dei giorni pari (martedì-giovedì-sabato) da Bernalda partirebbe alle 6’58”12 secondi e 73 centesimi e arriverebbe a Pignola alle 9’22”39 secondi e 75 centesimi. Restano da risolvere alcuni dettagli - fanno sapere dall’ufficio stampa - come l’acquisto di binari e traversine, nonché la costruzione delle stazioni e dei relativi passaggi a livello, con annesse autorizzazioni: rifiniture che saranno risolte nel giro di poco tempo (ricordate? Calende greche…). 

TriTaLo. E’ una joint venture che vede in prima linea il giapponese Shinkansen (il treno-proiettile che collega Tokyo con Osaka in poco più di 2 ore), il cinese Maglev (il treno super-veloce a levitazione magnetica che può viaggiare a 500 kmh), il francese Tgv, lo Shuttle della Nasa e, più nelle retrovie, la milanese ATM (“Arrivo Tardi Ma…..arrivo”). TriTaLo macina chilometri come una Lamborghini Gallardo, percorrendo otto volte al giorno la tratta Trieste-Taranto-Locorotondo e ritorno, sfiorando gli 800 kmh.  Il biglietto costa 1.200 euro. E’ prevista una sola classe, la “Salaga Doola” (Salaga Doola / Mencica Boola / Bibbidi Bobbidi Boo / fa la magìa, ce la fai a saltar su? / Bibbidi Bobbidi Boo”). Perché si chiama così? Quando entra in stazione, TriTalo apre sì le porte, facendo scendere il predellino, ma “rallenta” (si fa per dire…) a una velocità che sfiora ancora i cento chilometri all’ora. E allora, dove sta la magia? Beh, provate voi a prendere al volo un treno così!

Co-To-Lenta-Al-La-Milanese. E’ gestita da La Sesta, che non è una misura di reggiseno esagerata, ma una multinazionale con sede operante in quel di Sesto Calende (provincia di Varese). Trattandosi di Calende, è competitor di Avaro Lucano su tutto il territorio nazionale. Sta muovendo i suoi primi passi investendo sulla Co-To-Lenta, che è la linea Como-Tolmezzo-Lentate sul Seveso, cui presto (alle calende?) aggiungerà la tratta Al-La-Milanese (Albiate-Lago di Montorfano-Settimo Milanese), interamente dedicata ai pensionati dell’Alto Milanese, che l’hanno già ribattezzata, per la sua velocità, ‘O lent espress. Previste una ventina di classi: quella del ’29, del ’30, del ’31… (saranno soddisfatti i coscritti e gli alpini!).

Circum-stanza. E’ il servizio d’eccellenza che Trenitalia si prepara a offrire ai pendolari e alle loro famiglie. Con la società Circum-stanza (il capitale è diviso 33% Ferrovie dello Stato - 33% Ikea - 33% PostalMarket - 1% disperso sui binari), ogni pendolare potrà costruirsi il suo treno e la sua piccola rete ferroviaria domestica per girare le stanze di casa propria. L’azienda fornisce (solo ed esclusivamente per corrispondenza): cappellino e paletta (con eventuale secchiello per i bambini) da capostazione; binari con traversine (uno nella confezione S; due nella M; tre nella XL; addirittura cinque binari con scambio annesso nella XXL); biglietti e obliteratrice; bigliettaia gnocca, cioè veramente gradevole a vedersi, e macchinista gnucco, cioè ostinato e un po’ tonto (attenzione: questi ultimi due prodotti non sono vendibili separatamente). Tra gli optional, invece: passeggeri (specificare nel modulo di richiesta quanti se ne desiderano); pendolari da ore di punta (indicare sempre la tipologia; tre le versioni: “mansueti”, rassegnati” e “incazzati neri”); manuale per procurare i guasti al convoglio; posteggio (indicare se con strisce “bianche”, “gialle” o “blu”; in tal caso verrà allegato anche il tariffario); orologio da stazione in metallo, stile art noveau; display con orari e ritardi. Infine, con un piccolo sovrapprezzo: edicola completa di giornali e bar con brioches ancora calde e caffè rigorosamente espresso. Ovviamente, con Circum-stanza, il servizio “bagaglio in camera” è garantito, gratuito e sicuro. Come funziona? Semplice: il bagaglio dalla vostra camera non ve lo sposta nessuno, neanche a pagarlo, questo è sicuro!



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