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OFF THE REPORT/ Ultima puntata, la comunità Damanhur e l’inchiesta su Buonitalia

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Milena Gabanelli  Milena Gabanelli

OFF THE REPORT - Ultima puntataE' andata in onda ieri sera, alle 21.30, su Rai Tre, la seconda e ultima puntata del programma di Milena Gabanelli. Si è parlato, anzitutto, della comunità Damanhur e, a seguire, di neuropsichiatria infantile, alla vigilia di un provvedimento che potrebbe chiudere gli istituti di cura per disagio psichico giovanile. Continuando con le inchieste, si è dato uno sguardo all'autostrada A12, piena di falle di sicurezza pericolose per gli automobilisti. Il giornalista Luca Chianca va invece a indagare su Buonitalia, società per la promozione dei beni Italiani all'estero che rischia la bancarotta. Infine, l'ultima inchiesta si è occupata del parco industriale della Sabina, un sito commerciale e industriale immenso che sorgerà a Fara, che cela un abuso edilizio non indifferente. Tra i vari servizi, anche uno in cui Giorgio Simonetti va a saggiare le condizioni di alcuni pazienti riabilitati dopo una laringectomia ad Udine, scoprendo una delle eccellenze della sanità italiana. Tornando a Damanhur: si tratta di un gruppo straniero new age che ha creato un vero e proprio sistema indipendente in Piemonte, nel quale vigono pratiche pagane e uno stile di vita ben preciso. Un servizio di Emanuele Bellano spiega tutto, scoprendo, tra le altre cose, che Oberto Airaudi, a capo della comunità, è agganciato con i vertici della politica locale. Per quando riguarda, invece, la Bassa l'archeologa Daniela Giagu mostra come sono andati i lavori: si tratta di alcune colline ripianate senza le verifiche del caso. Paolo Campanelli, dell'associazione Sabina Futura, racconta come, nell'approvare il piano, si sia andati di fretta quasi volutamente. Infatti, nel 2001, una gara d'appalto probabilmente autogestita ha avviato i lavori. Alle spalle dell'asta pare vi sia il gruppo Seci Real Estate e Adanti, due società appartenenti al medesimo gruppo (quello Maccaferri). Poi, una piccola quota della zona è stata affidata al consorzio degli imprenditori reatini, giusto per non destare sospetti. Ma la faccenda ha altri risvolti: la Land, società archeologica che nel 2009 è stata incaricata, dopo varie proteste, di indagare sol sottosuolo del complesso, pare sia stata manovrata con cognizione di causa, cercando di far capitare gli scavi (con fortissime pressioni) in quelle zone definite "morte", ove cioè non vi fossero resti rilevanti per fermare le costruzioni sul sito. Nell’inchiesta su Buonitalia Paolo Russo (commissione agricoltura della camera dei deputati) descrive l'ente che doveva promuovere il Made In Italy nel mondo. Ma a quanto pare, tutto è stato fatto confluire in Veneto. Luca Chianca intervista Luca Zaia, presidente leghista del Veneto e di Buonitalia, chiedendogli se sia un caso che si siano svolti, rispettivamente, festival come quello del salame di Treviso, del vetro artistico veneziano e dell'enoturismo di Vicenza. Zaia cerca di difendere il suo punto di vista: "in quel caso le eccellenze provenivano dal Veneto. Non è che un giorno io mi sono svegliato e con altri 4 o 5 ho deciso cosa fare". Anche Agostino Cella (amministratore unico di spazio verde Srl), sembra far parte dell'unione di intenti alquanto sospetta: legato a Zaia e Brunello, l'uomo ha ottenuto, oltre al massimo dei fondi disponibili senza gare d'appalto, anche altre commissioni proprio per Buonitalia. La catena di "favoritismi", come mostra il servizio, si estende a varie altre compagnie, pur non essendo ancora accertato nessun illecito. E le perplessità, riguardo alla faccenda, provengono anche da Giancarlo Galan (ministro delle politiche agricole 2010-2011). Arriva poi il momento di parlare dell'A12: l'autostrada tirrenica è percorsa per un tratto dalla Aurelia, piena di incroci, attraversamenti, strettoie e tratti a una corsia. La S.A.T (Società autostrade tirrenica) sembra avere intenzione di trasformare il tratto difficile addirittura in un'autostrada: questo è quanto spiegato dalle parole di Gianfrancesco Fidone (legale dei comitati no SAT). Tale trasformazione significherebbe la chiusura di molte attività limitrofe al tratto di strada. Antonio Bargone (presidente SAT e commissario governativo) nega, tuttavia, il conflitto di interesse. 



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