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ATTENTATO A BRINDISI/ Chi l'ha visto?: l'assassino di Melissa Bassi ha confessato?

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Chi l'ha visto torna sul caso di Emanuela Orlandi: in studio ci sono Natalina Orlandi, sorella di Emanuela, e suo marito Angelo, ai quali vengono mostrati due documenti uno del 200 e uno del 2007, emanati dalla Chiesa: in entrambi, viene assolutamente vietato ai preti delle altre parrocchie, di introdurre, nei vari seminari per diventare preti, i giovani extra comunitari e i giovani italiano che vengono presentati dal Monsignor Pietro Vergari, in quanto nel primo caso, i giovani extra comunitari non possiedono regolari documenti per poter soggiornare in Italia, mentre nel secondo, Vergari non ha ottenuto l'autorizzazione per poter presentare, e successivamente introdurre nei seminari, i giovani ragazzi che appunto presenta agli altri preti. Vengono poi mostrati alcuni tentavi d'intervista fatti al Monsignore, il quale ovviamente evita di rispondere ad ogni tipo di quesito che gli viene posto, sostenendo che le sue risposte si trovano nel suo sito internet: Natalina ed Angelo sostengono che, malgrado l'opposizione della Chiesa su alcuni fronti, cercheranno di andare avanti per scoprire la verità su Emanuela. Si parla poi del caso di Attilio Manca, giovane medico urologo, trovato morto nel 2004 in una pozza di sangue: Attilio era un giovane ragazzo di trent'anni single, che dopo essersi laureato in medicina, ed aver ottenuto la specializzazione a Parigi, aveva trovato lavoro prima al Policlinico Gemelli a Roma, poi nell'ospedale Belcolle di Viterbo. Sua madre Angela ricorda che suo figlio era molto entusiasta del suo lavoro, ma che nell'ultimo periodo era nervoso, a causa della presenza del cugino Ugo, un condannato per associazione a delinquere per spaccio di droga, il quale nel dicembre del 2003 si fa operare alla prostata proprio da Attilio. I colleghi ricordano che durante i turni di notte in quel periodo, Attilio era solito utilizzare frasi del tipo "in che guaio mi hanno cacciato", riferendosi probabilmente al cugino. Nel 2004, Attilio viene trovato morto nella sua casa a Viterbo, sdraiato a pancia in giù, con due piccoli fori nel braccio sinistro, ed in una pozza di sangue sul letto e sul pavimento: la prima ipotesi degli inquirenti è quella di litigio finito in tragedia, con Attilio che subisce un grande trauma al naso, il che avrebbe generato le pozze di sangue, per poi cadere e sbattere la testa sul telecomando. Successivamente, vengono ritrovate due siringhe con una potente miscela di droga e tranquillanti, il che porta gli inquirenti a pensare che si tratti semplicemente di suicidio. La famiglia non crede a quest'ipotesi per diversi motivi: il primo consiste nel fatto che Attilio era mancino, e che non sapeva usare la mano destra per compiere anche azioni semplici, e che quindi sia praticamente impossibile che il ragazzo si sia iniettato quel composto da solo; inoltre, il fratello sostiene fermamente che Attilio non si sia mai drogato, ipotesi confermata anche dal fatto che nella scena del delitto non sono stati ritrovati degli attrezzi per preparare la droga ed iniettarsela. La parola viene poi data all'avvocato Fabio Repici, che sostiene che le indagini sono state condotte in maniera affrettata e poco professionale per diversi motivi: primo di tutti, le siringhe utilizzate per la droga sono state trovare col tappo protettivo, cosa che per una persona che deve suicidarsi risulta essere inutile da compiere; secondariamente, perché l'analisi fatto su di esse, anche se ben dopo otto anni dalla morte del ragazzo, non hanno riscontrato nessun'impronta, così come nel corpo di Attilio non sono stati trovati residui di cocaina, ed infine, poiché nella casa di Attilio, oltre cinque sue impronte, ne sono state trovate quattro di suo cugino Ugo, il quale sostiene di essere stato a casa sua prima di Natale, versione smentita poiché i genitori e amici di Attilio, pur essendo andati dopo Natale a casa sua, non hanno lasciato impronte, il ché fa presupporre che Ugo sia stato a casa di Attilio dopo la visita di amici e genitori, ed una che ancora oggi è misteriosa. L'avvocato conclude dicendo che non si arrenderanno finché la verità non verrà fuori.



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