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POMERIGGIO 5/ Prima puntata: torna Barbara D'Urso con la nuova rubrica "Da che parte stai?" (video)

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Barbara D'Urso (InfoPhoto)  Barbara D'Urso (InfoPhoto)

POMERIGGIO 5, RIASSUNTO PRIMA PUNTATA DEL 3 SETTEMBRE 2012 (VIDEO) - Dopo quasi tre mesi di assenza, Barbara D’Urso torna a condurre Pomeriggio 5. La prima puntata della nuova attesa stagione è andata in onda ieri, lunedì 3 settembre, e ha proposto al pubblico affezionato diverse riconferme ma anche molte novità: oltre all’approfondimento dei consueti fatti di cronaca, infatti, il programma cercherà anche di dare voce al pubblico da casa e in studio con la nuova rubrica "Da che parte stai?", dedicata ad analizzare le opinioni degli telespettatori. Andiamo dunque a vedere quali argomenti sono stati affrontati in questo primo appuntamento della nuova edizione di Pomeriggio 5: a Milano si sono svolti i funerali del cardinale Carlo Maria Martini, a cui hanno partecipato oltre al premier Monti anche Nichi Vendola e Romano Prodi. All’interno e all’esterno di un Duomo gremito, hanno assistito alla cerimonia quasi 20mila persone. Sempre ieri è stata anche celebrata a Palermo la cerimonia di commemorazione per la strage di mafia, avvenuta 30 anni fa, in cui rimasero uccisi il generale Dalla Chiesa, sua moglie e un uomo della scorta. La figlia Rita, mai presente fino ad  ora alla cerimonia, ha deciso quest’anno di esserci.  Si torna poi a parlare dalla strage di Lignano, dove una banda di stranieri ha barbaramente ucciso i coniugi Burgato. Gli investigatori hanno riscontrato un particolare accanimento nei confronti della signora, uccisa con 10 coltellate, e sembra ormai certo che si tratti di una banda improvvisata che non si è curata di evitare di lasciare tracce. Sembra anche che l'unico obiettivo dei malviventi fossero proprio i due coniugi, visto che dalla casa non è stato portato via niente. A Pomeriggio 5 viene poi raccontata l’incredibile storia di Manuel, cresciuto da solo nella foresta sudamericana. La madre fu uccisa quando lui aveva solo 5 anni e fu proprio l'assassino a tenerlo con sé per due anni. Manuel riuscì a sfuggire alla violenza rifugiandosi nel bosco dove visse per ben 2 anni superando la fame e le malattie. A 7 anni incontrò un cacciatore che gli insegnò a costruire una fionda, mentre un anno dopo i carabinieri, dopo aver ricevuto una telefonata dall'assassino della madre, lo portarono in un orfanotrofio. 



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