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VENTO DI PRIMAVERA/ Rose Bosch, con Jean Reno, racconta il dramma degli ebrei del Vélodrome d’Hiver. La trama

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Una scena del film  Una scena del film

La prima serata di Rai Tre del 28 gennaio 2013 alle ore 21.05, prevede la messa in onda del film drammatico in prima tv “Vento di primavera”. La pellicola, il cui titolo originale è “La Rafle”, è stata prodotta nel 2010 dalla Gaumont e dalla Légende films, ed è uscita nelle sale italiane il 27 gennaio 2011 distribuito dalla Videa CDE. Ha una durata di 125 minuti ed è stato scritta e diretta da Rose Boch. La colonna sonora comprende i brani di grandi artisti quali Claude Debussy, Gerorge Delerue, Philipp Glass, oltre a canzoni interpretate da Charles Trente ed Edith Piaf. Del cast fanno parte Jean Reno, Mélanie Laurent, Gad Elmaleh, Raphaëlle Agogué, Hugo Leverdez, Joseph Weismann, Oliver Cywie, Mathieu Di Concerto, Romain Di Concerto e Sylvie Testud.

Gli eventi raccontati nel film sono accaduti a Parigi nell’estate del 1942, e i personaggi sono realmente vissuti. Rose Bosch con l’aiuto del marito produttore, Ilan Goldman, e con la consulenza storica di Serge Klarsfeld, ha dedicato tre anni di lavoro scrupoloso allo scopo di fornire notizie documentaristiche precise su un periodo storico così tragico. Bosch ha infatti creato una tripla azione narrativa: da una parte ha descritto Hitler durante la sua vacanza a Berghof; dall’altra ha dato l’immagine del governo del Generale Pétain e dei suoi accaniti seguaci; infine ha descritto la vita quotidiana delle famiglie ebraiche perseguitate dal regime nazista.

Vediamo quindi la trama di “Vento di primavera”. A Parigi, dopo l’invasione avvenuta nel 1942 a opera delle truppe germaniche, gli ebrei sono costretti a indossare sui loro abiti la Stella di David per essere individuati facilmente. In seguito vengono privati dei loro posti di lavoro ed esclusi dalle scuole e da tutti i locali pubblici. Nella città parigina si creano due schieramenti: da una parte coloro che offendono gli ebrei e dall’altra quelli che si impegnano per nasconderli allo scopo di proteggerli. Hitler (interpretato da Udo Schenk), durante la notte tra il 15 al 16 luglio, firma con l’autorità francese, ovvero il governo del Generale Pétain (interpretato da Roland Copé), un accordo mediante il quale stabilisce di attuare uno sterminio costringendo il governo istallato a Vicky a consegnargli almeno 20.000 ebrei tra quelli residenti nella città. Pertanto vengono arrestati, deportati e condotti nel Vélodrome d’Hiver.

Gli ebrei catturati vengono divisi in due gruppi: da una parte le famiglie con i figli e dall’altra le persone non sposate. Tra questi un bambino di dieci anni di origine ebraica, Joseph Weissmann (interpretato da Hugo Leverdez), che vive con la famiglia composta dal padre insegnante, Schmuel (Gad Elmaleh), dalla madre Surah (Raphaelle Agogué), e dalle due sorelle, Rachel (Rebecca Marder) e Charlotte (Charlotte Driesen) nel quartiere di Butte Montmartre, luogo dove risiedono numerose famiglie ebraiche. Qui, Joseph e il fratello minore del suo migliore amico Simon Zygler (Oliver Cywie), Noé (Mathieu Di Concerto) conoscono Annette Monod (Mélanie Laurent), un’infermiera che cerca in ogni modo di aiutarli insieme a tutti gli altri bambini deportati con loro. Fanno anche amicizia con il medico David Sheinbaum (Jean Reno) che si prende cura di loro con affetto e dedizione.

I prigionieri vivono in modo indegno, senza acqua, con pochissimo cibo, in un luogo sporco e malsano. Nel frattempo il colonnello dei vigili del fuoco di Parigi, Pierrett, (interpretato da Thierry Frémont), assume il comando del campo e aiuta i piccoli detenuti dandogli da bere, inoltre accetta di consegnare le loro lettere ai parenti disobbedendo agli ordini. I detenuti vengono quindi trasferiti nel campo di transito di Beaune-la-Rolande nel territorio della Loira. Qui le loro condizioni di vita peggiorano, sono indeboliti dalla fame e dalla sete. I genitori vengono separati dai loro figli e inviati nel campo di concentramento di Auschwitz per essere uccisi.



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