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SERVIZIO PUBBLICO/ Renzi: “Se fossi stato il segretario del Pd non avrei difeso Cancellieri”. Puntata 7 novembre

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Michele Santoro (Infophoto)  Michele Santoro (Infophoto)

SERVIZIO PUBBLICO, PUNTATA 7 NOVEMBRE 2013 La puntata di giovedì 7 novembre della trasmissione “Servizio Pubblico” condotta da Michele Santoro, vede ospiti in studio oltre a Marco Travaglio che praticamente è una presenza fissa del programma anche il sindaco di Firenze Matteo Renzi che è in corsa per diventare il segretario del Partito Democratico, il direttore del quotidiano Il Giornale Maurizio Belpietro e l’ex sindaco di Venezia Maurizio Cacciari. Nel suo solito preambolo, Santoro parla del caso di Cancellieri facendo leva sul fatto che la cosa migliore sarebbe stata da parte dell’attuale Ministro della Giustizia quella di rassegnare le dimissioni in quanto così facendo avrebbe salvato il prestigio delle istituzioni. Il primo servizio parla proprio dell’intercettazione telefonica che ha visto protagonista la Cancellieri e di tutto quello che ciò ha comportato e sta comportando. Viene ricostruito anche tutto quello che è successo alla famiglia Ligresti e in particolare dopo che è scoppiato lo scandalo che ha portato all’arresto di vari componenti della stessa famiglia. Nello stesso servizio vengono anche presentate le opinioni di alcuni esponenti del Partito Democratico ed in particolare di Pippo Civati che non perde occasione per attaccare Matteo Renzi, evidenziando come non sia ancora chiaro il suo pensiero in merito alla possibilità che la Cancellieri farebbe meglio eventualmente a rassegnare le dimissioni. Poi un altro servizio mette in evidenzia le effettive difficoltà cui sono costretti a fronteggiare i detenuti presenti nei carceri italiani, una questione che portato alcune volte l’Italia a ricevere rimbrotti e pesanti multe dall’Unione Europea. 

In studio Matteo Renzi rimarca quanto sia importante risolvere quanto prima il problema delle carceri e allo stesso tempo si dice contrario all’opzione indulto anche perché già in passato si è mostrato essere uno strumento che risolve il problema in maniera momentanea. Per quanto riguarda il caso Cancellieri, Renzi ritiene una brutta cosa aver sentito dal Ministro definire ingiusta la detenzione della Ligresti e inoltre sottolinea come non l’avrebbe mai difesa e come la cosa migliore sarebbe stata la presentazione delle dimissioni. Poi entrando maggiormente nel merito della questione Fonsai che poi ha portato all’arresto della Ligresti, rimarca come sia evidente che gli organi preposti a vigilare che tutto si svolga correttamente, non si sia insospettito quando, nonostante l’azienda fosse vicina al fallimento, venisse pagata una liquidazione da ben 5 milioni di euro. Belpietro rimarca come Ligresti disse di essere stato lui a chiedere a Berlusconi di non spostare l’allora prefetto Cancellieri. Inoltre, il giornalista attacca Renzi rimarcando la stranezza nel vedere diversi banchieri interessanti alle primarie del Pd. Non tarda la risposta del Pd, facendo presente l’importanza dello strumento delle primarie e come farebbe bene a farle anche il centro destra. Poi nasce una discussione tra i due sul caso Alitalia e sulle colpe del mancato accordo con Air France con Renzi che evidenzia come siano state tutte di Berlusconi mentre Belpietro tira in ballo la Cgil. Primo intervento di Cacciari che rimarca l’errore commesso da parte della Cancellieri quando ha commentato la bontà dell’arresto mentre sottolinea come si stia facendo pressioni sui di lei per far cadere il Governo e arrivare a delle elezioni anticipate che lui definisce catastrofiche per il Paese. Renzi è di tutt’altro avviso e inoltre evidenzia come il suo primo atto da eventuale neo segretario del Pd sarebbe quello di recarsi nella terra dei fuochi in Campania per sensibilizzare tutti sulla problematica e fare in modo che lo Stato riaffermi la legalità. 

Nel suo solito intervento fiume, Travaglio attacca la Cancellieri rimarcando come in qualsiasi altro Paese al mondo si sarebbe dimesso un Ministro nella sua situazione, quindi evidenzia come non abbia chiarito i rapporti personali con la famiglia Ligresti. Inoltre, Travaglio attacca anche i cosiddetti Renziani che si mostrano sempre critici come nel caso Cancellieri, ma poi seguono sempre le indicazioni del Governo e del partito. Renzi risponde evidenziando come nel Pd si discute e poi si converge sulla decisione da prendere. Poi pone l’accento sul problema dei pericolosi intrecci tra politica e sistema bancario e sulla mancata legge elettorale che tarda ad arrivare. Piccolo scontro tra Cacciari e Renzi con quest’ultimo che reclama spazio a loro dopo che la vecchia dirigenza ha fallito, mentre il primo rimarca la presunta incapacità di Renzi nel poter guidare il Pd. Anche Travaglio attacca il Pd stavolta per il caso delle tessere usando parole che a Renzi non piacciono anche perché ci tiene a rimarcare il gran numero di cittadini onesti che vanno a votare nelle primarie. Inoltre, a Renzi viene contestato il fatto che diversi dirigenti Pd della cosiddetta vecchia guardia come ad esempio Fassino, siano passati dalla sua parte mentre Belpietro lo accusa di non parlare di cose concrete. Dopo un servizio nel quale viene realizzata una intervista al Ministro Saccomanni, Renzi fa presente come il Pd in un futuro molto prossimo potrà portare finalmente alla semplificazione della burocrazia rimarcando come ad esempio togliendo i Tar e la giustizia amministrativa si possano recuperare circa due punti di Pil. Renzi poi parla dell’importanza di digitalizzare il Paese e prevedere una serie di rinnovamenti che trovano il benestare di Belpietro anche se domanda dove possano essere trovate le risorse per attuarle. Si parla quindi di pensioni con Renzi che trova sensato prevedere una tassazione per pensioni sopra i 3500 euro netti al mese anche perché nessun Paese paga quanto l’Italia per il sistema previdenziale. Piccola polemica sulla questione con Belpietro. Infine, Renzi parla di come tutti gli introiti provenienti dalla lotta all’evasione devono essere usati per abbassare le tasse. Dopo un nuovo botta e risposta tra Travaglio e Renzi sulla questione delle tessere si chiude con le solite vignette di Vauro.

SERVIZIO PUBBLICO, STREAMING PUNTATA Tutto pronto per la puntata di questa sera di Servizio Pubblico, che vedrà ospite Matteo Renzi, Sindaco di Firenze e candidato alla poltrona di segretario del Partito democratico. Vedremo cosa avrà da dire e come si comporteranno con lui Santoro e Travaglio. Spazio ovviamente anche al caso Cancellieri-Ligresti. Ricordiamo che la puntata si può seguire in diretta streaming cliccando qui.

SERVIZIO PUBBLICO, TUTTO PRONTO PER MATTEO RENZI Ospite questa sera da Michele Santoro e il suo Servizio Pubblico ci sarà Matteo Renzi, attuale sindaco di Firenze e aspirante leader del Pd per le prossime elezioni politiche. Il rottamatore per eccezione occuperà la poltrona del programma in onda su La7 e sarà lì per promuovere la sua idea di rinnovamento ma anche per parlare dello "scandalo" tesseramenti e di primarie, al quale stanno davvero molto a cuore. Il sindaco di Firenze, infatti, anche dopo il sospetto aumento degli iscritti alle liste, si è tirato fuori dalla bagarre sostenendo la sua estraneità ai fatti e in un'intervista a La Repubblica ha riferito: "Il paradosso è che se la prendono con me", "sono stato l'unico a dire: facciamo direttamente le primarie, lasciamo dopo la partita dei congressi locali e degli iscritti". Detto questo, Renzi ci ha tenuto a precisare che il prossimo 8 dicembre potranno votare tutti tesserati e non. Resta il fatto che il favorito alle primarie, con oltre il 60% dei voti secondo i primi sondaggi, questa sera si ritroverà a dover commentare l'accaduto, come se la caverà? Uno dei suoi sorrisi e qualcuna delle sue battute basteranno a tenere buoni Santoro e i suoi (specie Marco Travaglio)?

SERVIZIO PUBBLICO, OSPITI E ANTICIPAZIONI Andrà in onda questa sera ore 21.10 su La7 un nuovo appuntamento con Servizio Pubblico, il talk show politico condotto da Michele Santoro. Al centro della puntata troveremo il caso Ligresti-Cancellieri, il futuro dell’esecutivo e gli orizzonti di Partito Democratico e Popolo delle Libertà (o Forza Italia) prossimi al congresso, o meglio alla resa dei conti interna. La legge di stabilità è stata varata e in attesa che questa dia (si spera) i suoi frutti in termini di sviluppo, per il momento il Paese non cresce e la disoccupazione (soprattutto giovanile) è ai massimi storici. Nel mentre, il Guardasigilli, Anna Maria Cancellieri, non si dimette dal suo ruolo di Ministro della Giustizia per il caso di ingerenza nell’affare Giulia Ligresti. E per l’esecutivo le grane non sono certo finite visto che sulla sua testa pende la spada di Damocle della decadenza di Silvio Berlusconi. Nel quanto mai turbolento e controverso panorama politico italiano, si staglia su tutte la figura del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che sarà ospite in studio. Il “rottamatore” può ancora aspettare il congresso del Partito democratico, l'approvazione della legge di stabilità e la data per le elezioni politiche? O sarebbe meglio per il bene dell'Italia che si offrisse da subito come leader? Non a casa il titolo dell’appuntamento odierno di Servizio Pubblico è proprio “Leader Adesso”. Come sempre non mancherà la partecipazione e il monologo a metà serata di Marco Travaglio e la finestra finale con le vignette di Vauro. 



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