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ELEZIONI 2013/ Il Movimento 5 Stelle non si presenta, Antonio Ingroia e Piera Levi Montalcini nelle conferenze stampa di Rai Due. 20 febbraio 2013

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Antonio Ingroia  Antonio Ingroia

Nella serata di mercoledì 20 febbraio 2013 della trasmissione di approfondimento politico di Rai Due, Rai Parlamento Elezioni 2013 - Conferenza Stampa, il primo intervento in programma clamorosamente salta, in quanto non arriva nello studio nessun esponente del Movimento Cinque Stelle. Dunque il partito di Beppe Grillo decide di mantenere fino in fondo la propria linea non dando luogo a nessun intervento televisivo. Il tempo che sarebbe dovuto essere impiegato per dare modo al Movimento Cinque Stelle per presentare al pubblico televisivo il proprio programma elettorale non viene recuperato, e il conduttore dà appuntamento a più tardi con il secondo intervento di Antonio Ingroia, leader del neonato partito di Rivoluzione Civile. In studio a porre le domande ci sono il giornalista Fabio Martini del quotidiano La Stampa, la giornalista Alessandra Longo del quotidiano La Repubblica, Marco Frittella della redazione giornalistica del TG1 e il giornalista Mario Ajello del quotidiano Il Messaggero.

Come consuetudine prima dell’intervista, viene mandato in onda un filmato nel quale viene evidenziato il percorso politico che ha portato la formazione del partito di Rivoluzione Civile e quali siano per grossi capi, i punti fondamentali su cui si basa il programma elettorale. Si parla per prima cosa della lettera di minaccia che in giornata Ingroia sembra aver ricevuto e della quale non si cura minimamente evidenziando come nel corso della sua lunga carriera di magistrato ne abbia ricevute tantissime altre. Si passa ad alcune tematiche maggiormente politiche e nello specifico sulla polemica relativa al cosiddetto voto utile e sui rapporti tra Rivoluzione Civile e Partito Democratico. Ingroia rimarca come il voto utile più volte richiesto da Bersani e dagli altri esponenti del Partito Democratico, sia un vero e proprio inganno e un falso problema, giacché in considerazione di quella che è l’attuale legge elettorale, in Senato nessuna coalizione riuscirà ad avere un numero sufficiente di seggi per poter governare. Per quanto concerne il rapporto con il Partito Democratico, Ingroia racconta di aver richiesto più volte un confronto con Bersani magari per appianare alcune incongruenze, senza però ricevere risposta. Secondo Ingroia, questo è segnale inequivocabile del fatto che ormai sia assodato che ci sarà un Governo con Bersani e Monti al timone. A tal proposito attacca l’operato del Governo Tecnico capeggiato da Mario Monti, definendolo fatto soltanto di rigore che ha avuto come unico effetto quello di portare il Paese in piena recessione, ricordando inoltre come sia stato sostenuto sia dal Popolo della Libertà, sia dallo stesso Partito Democratico.

Il discorso si sposta sul Popolo della Libertà e in particolar modo sulla lettera che Berlusconi ha fatto pervenire a tantissimi italiani e nella quale, con una grafica molto simile a quella utilizzata dalla Agenzia delle Entrate, fa presente quale sia l’iter per richiedere il rimborso dell’Imu. Ingroia annuncia di avere denunciato questo atto a suo dire illecito, in quanto lo definisce essere a tutti gli effetti un voto di scambio e una colossale truffa elettorale, e per questo ritiene che sia giusto l’intervento da parte della magistratura. Il focus del discorso si sposta quindi sul Movimento Cinque Stelle che certamente sta cavalcando l’onda lunga di un sentimento piuttosto diffuso di antipolitica e che in realtà ha in se una grossa incomprensione di fondo in quanto la gente vuole votare Grillo anche se poi quest’ultimo non è candidato.

Per quanto riguarda le proposte di Rivoluzione Civile, rivendica la presenza nelle proprie liste di No Tav e di essere in possesso di soluzione concrete per il problema degli esodati, per il rilancio del mondo del lavoro e per una legge anticorruzione più efficace. Per la Presidenza della Repubblica, Ingroia vedrebbe bene una personalità che non venga dal mondo della politica magari come Dario Fo oppure come l’ex presidente della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky. Poi riserva un paio di stoccate per Sinistra Ecologia e Libertà di Nichi Vendola reo di aver accantonato i propri ideali per dei posti sicuri in Parlamento. A tal proposito Ingroia rimarca come anche a lui fosse stato proposto qualcosa del genere salvo preferire andare avanti per la propria strada. Termina il proprio tempo a disposizione rimarcando come siano a favore dell’abolizione dell’Imu sulla prima casa, per una patrimoniale ben modulata e infine per la cancellazione della riforma Fornero.



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