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Cinema, Televisione e Media

L’AMORE INATTESO/ Una conversione a Dio che fa "rinascere" con il perdono

Nel film l'avvocato parigino Antoine, su invito del figlio, partecipa, pur riluttante, a un incontro di catechesi. Questa sarà la svolta per una vita nuova. La recensione di FEDERICO BASON

Una scena del filmUna scena del film

“Chi vuol essere amato?”: inizia con questa domanda la rinascita di Antoine, il protagonista de L’amore inatteso, con un invito da parte di uno sconosciuto a partecipare a una catechesi. Antoine è scettico nei confronti della religione, tanto da ironizzare sul sacerdote, che pone domande su quel che si è, non su quel che si ha, stimolando l’uditorio a dare un giudizio sulla propria vita. Nel dipanarsi della storia comprendiamo cosa sia la vita per i protagonisti: Claire è un medico affermato, sposata con Antoine, perennemente preoccupata per le frequentazioni religiose del marito. Arthur, il figlio adolescente della coppia, timido e riservato, assiste alla rinascita spirituale della famiglia, fino all’abbraccio liberatorio con il padre. Antoine, fulcro attorno a cui si dipanano affetti e incomprensioni, è un avvocato di successo, che passa il tempo tra lavoro e cene con gli amici.

La chiave di lettura per spiegare la ricerca di Antoine, fino alla conversione alla religione cattolica, è il bisogno di amore. Non basta un lavoro egregiamente retribuito, una casa di lusso, un’atmosfera in apparenza serena, esiste molto di più. Quel di più che ogni uomo merita, anela, ma non ha coraggio fino in fondo di cercare: l’amore verso Dio. Il cuore diviso di Antoine è lacerato da rapporti irrisolti: con il padre, con il figlio, con il fratello. Neppure le lunghe camminate riescono a placare la rabbia, l’insoddisfazione, di non essere all’altezza della situazione.

Proprio nel momento del rifiuto, nei confronti della catechesi, il protagonista si trova a contemplare una statua di Gesù, che fa tornare in mente le parole del sacerdote, le scritture della Bibbia: il perdono come atto sublime d’amore e di liberazione. Antoine ripartirà con slancio nella vita: perdonerà sé stesso e riconquisterà la fiducia di chi ha ferito.

Anne Giafferi, regista de L’amore inatteso, ha caratterizzato bene le reazioni dei personaggi, che si trovano di fronte un cammino di spiritualità. Con ironia mette il dito su una certa borghesia, autodefinita illuminista, che nonostante cultura e charme, non sa rispondere all’esigenza di infinito dell’essere umano. Si sorride anche dei cosiddetti “fedeli”, alcuni partecipanti alla catechesi, così troppo affaticati da studi religiosi, che non colgono la chiamata di Gesù, dichiarandosi sempre bisognosi di prove. Il nostro Antoine, invece, riesce pienamente a stupirsi della parola di Dio, perché la sua vita, luccicante fuori, appariva inconsistente dentro il cuore, senza la presenza di Lui.