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A PROPOSITO DI DAVIS/ L'arte "controcorrente" in un film dall’anima musicale

Il nuovo film dei fratelli Cohen, spiega ILENIA PROVENZI nella sua recensione, tocca un tema estremamente attuale e tocca tutti gli artisti decisi a non adeguarsi alla massa

Una scena del film Una scena del film

Greenwich Village, New York, 1961. La musica folk, bella e struggente, è la passione di un gruppo di artisti che vive in povertà, fuori dai circuiti commerciali, lontano dalla popolarità che qualche anno più tardi investirà Bob Dylan, rivoluzionando la storia del genere folk. I fratelli Cohen ritraggono questo “periodo di mezzo” nel film A proposito di Davis, raccontando una settimana nella vita del giovane cantante folk Llewyn Davis.

Prendendo spunto da “Manhattan Folk Story”, l’autobiografia di Dave Van Ronk, i Cohen hanno ridato vita all’atmosfera e ai protagonisti del Village, negli anni bui e difficili ignorati dalla maggior parte degli storici della musica. Gli artisti che si riunivano a Washington Square erano ispirati da una sincera devozione per la musica folk tradizionale, radicata nell’America rurale, mentre i club del tempo assecondavano la logica della realtà economica.

Llewyn ha un grande talento, ma vive in povertà e non ha una dimora fissa. Dorme da chi è disposto a ospitarlo, si stringe nell’unica giacca che possiede per proteggersi dal freddo dell’inverno. Non riesce a gestire i rapporti personali e cerca di rimediare ai suoi errori nel modo sbagliato, finendo per soffrire. Ha passato la notte con Jean (Carey Mulligan), la ragazza del suo amico, che ora aspetta un figlio e lo accusa di rovinare tutto ciò che tocca. La sua bravura non lo aiuta a fare carriera, al contrario: la passione per la musica folk lo spinge a non scendere a compromessi. Il suo disco non vende, ma Llewyn spera di essere scritturato da Bud Grossman, un produttore musicale di Chicago.

Intraprende così un viaggio in auto, con due bizzarri compagni e la neve che imbianca il paesaggio, per darsi un’ultima chance. Qui assistiamo alla scena forse più bella del film: Llewyn deve eseguire un pezzo per il produttore e sceglie una vecchia canzone, “The Death of Queen Jane”, che riflette i suoi stessi sentimenti. Ma questo tipo di musica non vende.

Il tema è estremamente attuale, e tocca tutti gli artisti decisi a non adeguarsi alla massa e a difendere l’essenza stessa del loro mestiere. Il mondo borghese, rappresentato dalla sorella di Llewyn e dal professore che lo ospita, incarna il punto di vista di chi non condivide la passione che porta il ragazzo a resistere alle logiche del marketing e della morale tradizionale. La società non aiuta né sostiene i poeti, li isola e li addita come folli, attaccati a un’idea che non porta denaro, né successo.