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Maurizio Gucci/ Patrizia Reggiani mandante dell'omicidio e condannata a 17 anni: il racconto del testimone oculare (Terzo Indizio, 29 novembre 2016)

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Terzo Indizio, in onda su Rete 4  Terzo Indizio, in onda su Rete 4

MAURIZIO GUCCI, PATRIZIA REGGIANI CONDANNATA A 17 ANNI COME MANDANTE DELL'OMICIDIO: LA TESTIMONIANZA DEL PORTINAIO (TERZO INDIZIO, 29 NOVEMBRE 2016) - Un caso orrendo quello di Maurizio Gucci, l’imprenditore ucciso 20 anni fa da un sicario nell’atrio degli uffici della società Vierse in Via Palestro a Milano. Un caso che oggi ritorna con il programma di Barbara De Rossi, il Terzo Indizio, come spieghiamo qui sotto e dove molto probabilmente verrà riportato in luce il testimone oculare della tragedia, il portinaio dello stabile, che all’epoca dei fatti ebbe un ruolo importante nella testimonianza. In quella tremenda sparatoria, per la quale venne accusata e condannata come mandante la moglie Patrizia Reggiani, rimase ferito anche il portinaio che alla stampa rivelò quei momenti choccanti: «Arriva il dottor Gucci. Lo saluto, è elegantissimo come sempre. Sale sette gradini fino alla porta a vetri, che avevo aperto per pulire. Dietro di lui entra un uomo, altrettanto elegante, abbronzato con un giaccone di cammello. Sembrava un altro dottor Gucci, insomma nulla che facesse presagire qualcosa…senonchè apre la giacca e io rammento perfettamente queste mani enormi da cui spunta solo il silenziatore di una pistola». Secondo il portinaio, Giuseppe Onorato, la scena fu rapida e tremenda, con solo l’ultimo dei 4 colpi che uccise realmente Maurizio Gucci: «Era davvero come un film, pensavo a uno scherzo, non c’era niente di vero. Invece spara quattro colpi, poi si gira, mi vede. Sgrana gli occhi, come se non se l’aspettasse, e spara anche a me. Io alzo un braccio istintivamente, sento qualcosa, poi mi siedo sui gradini. Pensavo, giuro, che a quel punto dovessi morire, proprio come in un film», conclude il portinaio, che oggi a Terzo Indizio potrebbe ritornare in auge con la sua testimonianza di quei drammatici minuti.

MAURIZIO GUCCI, PATRIZIA REGGIANI CONDANNATA A 17 ANNI COME MANDANTE DELL'OMICIDIO: "NON ERA DEGNO DI VIVERE" (TERZO INDIZIO, 29 NOVEMBRE 2016) - Risale ad oltre vent'anni fa la morte di Maurizio Gucci, nipote di Guccio Gucci ed erede di uno dei brand più famosi in fatto di moda. L'imprenditore venne infatti ucciso con quattro colpi di pistola il 27 marzo del '95 mentre si trovava negli uffici di Vierse, nel centro a Milano. Del suo omicidio venne accusata l'ex moglie Patrizia Reggiani, considerata mandante e condannata in seguito a 17 anni di carcere insieme agli esecutori materiali, oltre che a Pina Auriemma, considerata "maga". All'epoca della tragedia, Maurizio Gucci aveva già ceduto le sue quote ad una società finanziaria anglo-araba, la Investcorp, ed aveva dato vista alla Vierse, la nuova azienda. Del caso se ne occuperà Terzo Indizio nella puntata di oggi, martedì 29 novembre 2016, in onda nella prima serata di Rete 4. La conduttrice Barbara De Rossi intervisterà infatti Patrizia Reggiani, che racconterà in esclusiva tutto ciò che accaduto da quella mattina di primavera. Secondo le ricostruzioni dell'epoca, come riporta un articolo de Il Post, quel giorno Maurizio Gucci era appena entrato nello stabile, per recarsi in ufficio, e fece in tempo solo a salutare il portinaio, Giuseppe Onorato. Alcuni istanti dopo, un uomo entrò dalla porta ed esplose quattro colpi d'arma da fuoco, di cui solo uno si rivelò fatale. Gli inquirenti presero in considerazione numerose ipotesi, fra cui anche il cugino Paolo Gucci, con cui l'imprenditore aveva numerose tensioni da diversi anni. Scartata questa pista, gli investigatori si concentrarono infine su Patrizia Reggiani, che venne incastrata dopo due anni di ricerche. A dare l'imbeccata Ivano Savioni, un portiere d'albergo che si era vantato di essere collegato con l'omicidio. Nel 2013, la Reggiani ottiene il rilascio, iniziando a lavorare per Bozart, una casa di moda molto nota nel milanese. La donna ha sempre dichiarato di essere stata ricattata da tutte le altre persone chiamate in causa ed in un'intervista a Il Giornale, un anno più tardi, sottolineò come avesse amato alla follia Maurizio Gucci, sottolineando che in quel particolare periodo "ero convinta che un essere come lui non fosse degno di vivere. Perché? Non lo dirò mai". 



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