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GOD’S NOT DEAD/ Il film che invita a un “lavoro” senza svendere certezze

Il film di Harold Cronk parla della sfida tra un professore ateo e uno studente cristiano convinto. La pellicola invita a un lavoro senza svendere certezze, spiega LUCA BRAMBILLA

Una scena del film Una scena del film

Come si può intuire facilmente dal titolo, God’s not dead è un film che vuole arrivare dritto al punto. “Dio non è morto” è la voce che si leva in maniera forte da questo bel film di Harold Cronk. La strada che porta a questa affermazione però è lunga e tutta in salita.

L’avventura è partita anni fa grazie all’omonimo libro di Rice Broocks. Da quell’opera è nato un film prodotto in America dalla  Pure Flix Enterteinment che è stato campione di incassi. Ora questo film è arrivato finalmente anche in Italia grazie al grande lavoro di doppiaggio fatto fare dalla casa produttrice Dominus Production.

La storia ha come protagonista Josh Wheaton; il ragazzo è  al suo primo anno al college e ha deciso di seguire il corso di filosofia del professor  Jeffrey Raddison (il noto Kevin Sorbo). Il primo è un cristiano convinto e il secondo un ateo dichiarato, tanto da far scrivere su un foglio a tutti i suoi studenti alla prima lezione la famosa frase: Dio è morto. Tutti la scrivono, solo Josh si rifiuta.

Nasce cosi la sfida intellettuale e umana al centro del film: il ragazzo avrà tre tentativi per parlare di fronte alla classe per provare a convincerli che Dio non è morto. Alla fine l’esito del successo o meno dei suoi tentativi sarà deciso proprio dalla classe stessa che all’inizio si era dichiarata schierata con il professore.

Josh dovrà quindi studiare molto per controbattere agli argomenti portati dal professore, il quale farà di tutto per metterlo sotto pressione, come quando lo prende da parte e gli grida addosso: “In quell’aula c’è un Dio! Sono io! E sono un Dio geloso, non riuscirai a portarmi via la mia classe”.

Josh nella preparazione alle sue lezioni dovrà lui stesso prendere numerose decisioni e scegliere se rischiare il suo semestre per una sfida che sembra impossibile vincere. Troverà dei compagni di cammino, come il prete del college che lo sostiene fin dall’inizio dicendogli “Non cercare di essere intelligente. Cerca semplicemente di dire la verità”; e vedrà il suo rapporto amoroso messo in discussione quando la sua ragazza lo scoraggia fortemente dal proseguire la sfida “Non siamo più alle superiori. Le decisioni che prenderai avranno delle conseguenze”.

Nonostante le difficoltà prosegue e alla domanda posta da un ragazzo cinese che frequenta lo stesso corso sul perché si sia imbarcato in questa dialettica risponde “Io penso a Gesù come a un amico. Non voglio deluderlo”.