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Cinema, Televisione e Media

IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO/ Oggi in tv su Nove: info streaming del film con Paolo Villaggio (14 novembre 2017)

Io speriamo che me la cavo, il film in onda su Canale Nove oggi, martedì 14 novembre 2017. Nel cast: Paolo Villaggio e Isa Danieli, alla regia Lina Wertmuller. Il dettaglio.

Il film in prima serata su Canale NoveIl film in prima serata su Canale Nove

Serata in compagnia di Paolo Villaggio nei panni del maestro Marco Tullio Sperelli. Il titolo del film “Io speriamo che me la cavo” è tratto dal tema di Raffaele che il professore leggere sul treno, dopo aver ottenuto il trasferimento a Nord: “Io, la parabola che preferisco è la fine del mondo, perché non ho paura, in quanto che sarò già morto da un secolo. Dio separerà le capre dai pastori, una a destra e una a sinistra. Al centro quelli che andranno in purgatorio, saranno più di mille migliardi! Più dei cinesi! E Dio avrà tre porte: una grandissima, che è l'inferno; una media, che è il purgatorio; e una strettissima, che è il paradiso. Poi Dio dirà: "Fate silenzio tutti quanti!". E poi li dividerà. A uno qua e a un altro là. Qualcuno che vuole fare il furbo vuole mettersi di qua, ma Dio lo vede e gli dice: "Uè, addò vai!". Il mondo scoppierà, le stelle scoppieranno, il cielo scoppierà, Corzano si farà in mille pezzi, i buoni rideranno e i cattivi piangeranno. Quelli del purgatorio un po' ridono e un po' piangono, i bambini del limbo diventeranno farfalle e io, speriamo che me la cavo”. Clicca qui per vedere la scena del film in cui Raffaele, interpretato da un giovanissimo Ciro Esposito, rincorre il treno per salutare il suo maestro. Ricordiamo che il film diretto da Lina Wertmüller andrà in onda sul Nove a partire delle 21.15 ma sarà possibile vederlo anche sintonizzando i propri dispositivi mobile a dPlay, cliccando qui.

CURIOSITÀ

Una pellicola di genere commedia e drammatica che è stata diretta da Lina Wermuller e il soggetto è stato scritto da una collaborazione tra Alessandro Bencivenni, Leonardo benvenuti e Piero De Bernardi che hanno anche esteso la sceneggiatura. La produzione del film è stata firmata da Mario e Vittorio Cecchi Gori con Ciro Ippolito. Il montaggio è stato realizzato da Pierluigi Leonardi con le musiche della colonna sonora che sono state composte da Carlo D'Angiò. La pellicola è stata prodotta in Italia nel 1992 con la durata di 95 minuti circa. Il libro da cui è tratto il film, è ambientato nell'entroterra di Napoli, il film si svolge in Puglia. Secondo quanto dichiarato da Paolo Villaggio in un'intervista il film doveva essere girato a Napoli, ma una volta giunta lì la troupe fu avvicinata da un boss locale, che chiese il 10% del budget del film per permettere loro di girare in pace. La regista decise quindi di spostare le riprese a Taranto. Il libro non è un'opera di narrativa, ma una raccolta di 60 temi svolti da bambini delle elementari e raccolti da Marcello d'Orta, il loro maestro elementare. Il libro, pubblicato nel 1990, diventò rapidamente un bestseller vendendo milioni di copie.

NEL CAST PAOLO VILLAGGIO

Il film Io speriamo che me la cavo va in onda su Canale Nove oggi, martedì 14 novembre 2017, alle ore 21.15. Una commedia del 1992 che è stata diretta da Lina Wertmuller (Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto, Pasqualino Settebellezze, Mimì metallurgico ferito nell'onore) e interpretata da Paolo Villaggio (la saga di Fantozzi, Fracchia la belva umana, Le comiche), Isa Danieli (Nuovo cinema paradiso, Un complicato intrigo di donne vicoli e delitti, Ninfa plebea) e Paolo Bonacelli (The american, Fuga di mezzanotte, Caligola). Il film è molto liberamente tratto dall'omonimo libro di Marcello d'Orta. Ma ecco la trama del film nel dettaglio.

IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO, LA TRAMA DEL FILM

Marco Tullio Sperelli (Paolo Villaggio) è un maestro elementare. Per un errore viene trasferito a Corzano invece che a Corsano, quindi invece di trovarsi nella Provincia di Brescia finisce in Puglia. Qui trova una situazione fuori controllo, dove ai bambini è permesso dire volgarità, assentarsi da scuola senza motivo e manca completamente la disciplina. Visto che il paese è molto povero, diversi ragazzini sono costretti a lavorare per supportare economicamente le loro famiglie, nell'indifferenza dei politici locali. Per far rispettare l'obbligo di frequenza a scuola il maestro Sperelli è costretto ogni mattina a girare per il paese e prelevare a domicilio i suoi giovani alunni, inimicandosi le famiglie che contano sul loro lavoro per tirare avanti. Nonostante la sua buona volontà Marco è costretto a scontrarsi con un modo che non conosce e non capisce, fino a perdere la pazienza. Quando finisce per schiaffeggiare un bambino, il maestro decide di non andare più a lezione finchè non verrà trasferito nuovamente. Le mamme dei bambini però chiedono al maestro di restare per togliere i loro figli dalla strada, in modo da garantire ai piccoli un minimo di istruzione e dargli una speranza per il futuro. Il maestro decide così di rimanere e manda una lettera al Ministero della Pubblica Istruzione per annullare la sua richiesta di trasferimento al Nord. È infatti convinto di poterli aiutare nel suo piccolo, a risolvere le loro situazioni, spesso estremamente problematiche.

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