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Cinema, Televisione e Media

LA LA LAND/ Il sogno, la promessa e il "Premio Oscar" della vita di ogni uomo

Nel film di Daniel Chazelle, dice LETIZIA SARCHINI, è come se ci trovassimo di fronte a un sogno tradito dall’individualismo e a una promessa che ogni uomo cerca

Una scena del filmUna scena del film

Ogni storia ci racconta un frammento di umanità, ci fa vedere il mondo da una prospettiva diversa e sorprendente; La La Land, con i suoi brillanti protagonisti, Mia (Emma Stone) e Sebastian (Ryan Gosling), ci mette in contatto con la domanda più incisiva di ogni esistenza: cosa vuol dire amarsi? «La La Land» perché è la terra promessa dei sogni infranti, dei desideri irrealizzabili, degli amori passati e di quelli rimpianti; «La La Land» perché l’unica regola, la più importante di tutte, è: non arrendersi mai, restare sempre a un metro da terra, non accontentarsi, vivere e, soprattutto, innamorarsi. È in questa dinamica che si collocano i nostri due protagonisti Mia e Seb: Mia lavora in un bar a Hollywood servendo cappuccini alle star del cinema e sognando di essere attrice; Sebastian lavora in un ristorante come pianista, soddisfacendo i gusti pop del proprietario, ma sognando di suonare il jazz, tramortito da un presente senza memoria. 

Ciascuno di noi, quotidianamente, investe energie, desideri e risorse per ciò che considera il suo sogno: per andare bene a scuola, per costruirsi una casa, per educare i propri figli, per avere qualche soldo o qualche sicurezza; ma nessuno di questi motivi è realmente ciò che ci interessa. La nostra libertà si muove nella storia solo cercando un po’ d’amore, solo aspettando - magari inconsapevolmente o magari drammaticamente - che la vita ci parli e ci dica “Tu vali, tu vivi, tu sei”. Ed è per questo che, dopo essersi sentiti coinvolti nelle molteplici ingiustizie di Mia, tanto da sentirsela amica, sorge spontaneo in noi il desiderio che a un nostro “Forse io non sono brava, forse sono una di quelle che sognano da sempre e basta” (Mia), possa esserci un Seb pronto a risponderci “Si che lo sei. Tu sei brava […] ti puoi scrivere i ruoli da sola. Scrivere cose interessanti come te, senza dover fare provini”. 

Perché ci scopriamo desiderosi di questo? Perché nelle trame nascoste dell’esistenza ciascuno cerca una voce che gli restituisca senso, dignità e forza; e tutta la tristezza di questo mondo, tutta la depressione che a volte aggredisce e sbrana il nostro cuore, sorge proprio dal silenzio di quella voce, dall’assenza di uno che ci abbracci per quello che siamo.

Mia e Seb accompagnano lo spettatore, attraverso un tripudio di musica e colori, ad affacciarsi all’infinito, a toccare il cielo con un dito danzando tra le stelle; tenendosi per mano si incamminano insieme verso il compimento di entrambi, sperimentando che l’amore per l’altro coincide con l’amore per il destino dell’altro. È per questo che sentiamo il cuore lacerarsi quando, nel giro di poco, vediamo spegnersi quella fiamma così ardente e precipitare i due protagonisti nel baratro dell’insoddisfazione, dell’incapacità di rispondere al desiderio di felicità dell’altro.

Lo strappo sembra ricucirsi, quando i due, ritrovatisi per caso anni dopo, si scambiano la meravigliosa promessa del “ti amerò per sempre” avvolti in una natura idillica. Questo, tuttavia, non segna il tanto agognato ricongiungimento del loro amore, bensì ne decreta la fine: nel “sogno” di Mia non c’è spazio per Sebastian. Quest’ultimo, però, fedele alla promessa fattale e, soprattutto, fatta al proprio cuore, continua ad amarla, in disparte, nell’indifferenza del mondo. Cinque anni dopo. Mia è sposata con un altro, ha una figlia ed è su tutti i cartelloni pubblicitari.


COMMENTI
02/02/2017 - Bellissimo film (alessandro grazioli)

Ringrazio di cuore l'autrice di questo articolo perché Domenica ho visto il film e ammetto che ho provato il senso di vuoto cosi ben descritto dalla giornalista. Non riuscivo bene a decifrarlo e questo articolo è stato davvero illuminante. Se poi posso dare un consiglio alla redazione suggerirei per i casi futuri di segnalare all'inizio degli articoli di cinema l'eventuale presenza di Spoiler (cioè anticipazioni su contenuti del film) cosi da non creare insoddisfazione in chi, non avendo ancora visto il film, rischia di conoscerlo fino alle fine senza averlo visto. Grazie mille! Ottimo articolo!

 
01/02/2017 - Recensione esaustiva (Daniela Blandino)

Scrivo solo per segnalare che la recensione su Lalaland è davvero esaustiva. Tutto il film è stato raccontato, sappiamo ora anche il finale e i sentimenti che dovremmo provare se mai pensassimo di vederlo. Non penso che sia questa la via migliore per recensire un film. Bisognerebbe forse dare un la che incuriosisca e spinga a vederlo avendo pienamente fiducia nell'umanità dello spettatore che sappia cogliere una bellezza. Se no si rischia sempre di avere una tesi da dimostrare e in campo artistico ciò è davvero stucchevole.