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SANREMO 2017/ Ha vinto Francesco Gabbani nel Festival della “grande mediocrità”

La finale del Festival di Sanremo 2017 è stata vinta da Francesco Gabbani, davanti a Fiorella Mannoia ed Ermal Meta. Il commento di YODA a tutta l’edizione della kermesse musicale

Francesco Gabbani (Lapresse)Francesco Gabbani (Lapresse)

Il vostro vecchio Yoda si era impegnato a commentare anche la serata conclusiva del Festival di Sanremo. Visto che ha dovuto rivolgere per un po’ di giorni le sue orecchie pelose verso l’Italia, ha di fatto seguito tutte le serate, dato che non c’è stato programma radiofonico, televisivo, giornale e telegiornale che non abbia parlato della sessantasettesima edizione della gara canora nazionale. Così chi l’ha vista sa già tutto, e chi non l’ha vista continuerà a non interessarsene. Yoda ha quindi deciso di non redigere una inutile telecronaca della finale, dedicandosi piuttosto a mettere qualche puntino sulle i.

Si è detto e scritto che metà del Paese ha seguito Sanremo, e infatti il direttore di Raiuno ha subito twittato trionfalmente: “Il migliore share degli ultimi dodici anni”. Un momento: non stiamo parlando dell’Italia intera, ma della platea televisiva, che fino al 2000 circa vedeva i sei canali del duopolio televisivo (Rai e Mediaset) raggiungere il 90% del proprio pubblico (oggi il dato è sceso a circa il 70%). Il che vorrebbe dire, se Yoda sa ancora contare, che non avendo Mediaset contro-programmato per niente per non infastidire un Festival che ospitava la sua campionessa d’ascolti - Maria De Filippi - l’ultima edizione - in realtà a reti unificate - avrebbe dovuto almeno superare il 65%. Invece ha fatto assai meno delle edizioni di Baudo, Carrà, Bonolis Fazio, Morandi, che hanno oscillato tra il 65% e il 52%, quando invece Mediaset tentava di controprogrammare eccome. Quindi certi entusiasmi andrebbero come minimo un po’ ridimensionati. Ma che volete, per capire bastava guardare le facce oramai incartapecorite di certi giornalisti che seguono da anni l’evento canoro, e da sempre vengono coccolati e vezzeggiati dalla Rai. Così, tranne quelle sempre inoppugnabili di Aldo Grasso, le critiche sono state inevitabilmente poche; e anche la matematica è diventata un’opinione.

E poi, diciamolo, a viale Mazzini se la cantano e se la suonano: ieri sera, invece di parlare del devastante tsunami che sta per arrivare dopo la pubblicazione di nuovi documenti da parte di Wikileaks, al TG1 il giornalista Mollica, massimo esperto di post-verità televisive per i criteri tutti suoi con cui sceglie libri e dischi da promuovere (scusate, da commentare), intervistava in ginocchio Campo Dall’Orto: con l’aria ispirata e gli occhi sempre chiusi, il DG si beava per i grandi ascolti e soprattutto per l’innovativa presenza sul web, come se il Festival non fosse sempre stato presente sul web almeno dal 2006, se Yoda ricorda bene… Ma che volete, questa è l’Italia che la tv riflette: mediocre e modesta, come buona parte delle canzoni selezionate, e come i testi, spesso inutilmente volgari, che il sempre lucido Aldo Grasso ha puntualmente stigmatizzato. Un’Italia seduta, che non regge il confronto con un passato glorioso, come si è ben visto e sentito all’inizio della prima serata, quando incautamente sono state fatte ascoltare alcune delle più belle canzoni degli anni passati.