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Fake news / Come diffonderle su Facebook: ddl bipartisan in Senato, “non è un bavaglio” (Le Iene Show, 15 febbraio 2017)

Fake News, la iena Matteo Viviani ha realizzato un servizio in cui si parla delle “bufale” che girano sul web e del ruolo dei debunker  (Le Iene Show, 15 febbraio 2017).

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“Non sarà una legge bavaglio”: il problema delle Fake News è sempre più all’ordine del giorno tra politica, società e semplice quotidianità di tutti quelli che hanno a che fare con social, news e comunicazione. Ecco in pratica tutti: proprio oggi, in attesa del servizio di questa sera prontamente dedicato de Le Iene Show, è stato presentato in Senato un Ddl contro la diffusione delle bufale online. I firmatari bipartisan provano la stretta contro il problema delle fake news e richiede pene severissime: «Multa e detenzione per chi diffonde notizie false su social media o siti "non espressione di giornalismo online", contrasto dell'anonimato, e obbligo per i gestori delle le piattaforme informatiche di monitorare costantemente i contenuti che circolano al loro interno». Questi i punti cardine riportate a Repubblica, con la norma che prenderà come titolo “Disposizioni per prevenire la manipolazione dell'informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l'alfabetizzazione mediatica”. “Curiosa” la storia della prima firmataria, l’ex Cinque Stelle (perché esplosa dal meccanismo del blog di Grillo) ora in Ala, Adele Gambaro, assicura sul ddl: «Il provvedimento che ho presentato è un primo passo per aprire un dibattito più ampio che non riguardi solo il mondo politico, ma tutti gli attori della società civile. Non vogliamo mettere un bavaglio al web né sceriffi, ma normare quello che è diffuso e non ha regole».

Ritorna questa sera su Italia 1 l’appuntamento con lo storico programma Le Iene Show condotto da Ilary Blasi e Teo Mammucari nel corso del quale saranno proposti tanti ed interessanti servizi come nel caso di quello realizzato dalla iena Matteo Viviani. Viviani si è occupato del fenomeno della Fake News ed ossia di tutte quelle notizie false in gergo conosciute anche bufale del web, che vengono pubblicati da alcuni siti per cercare di attrarre pubblico per un ritorno economico sotto forma di click sui banner pubblicitari che praticamente campeggiano in ogni sezione dello stesso sito. Una piaga sociale che nell’ultimo periodo è stata affrontata seriamente anche dal mondo della politica ed in particolare con la Presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha fatto appello ai social network, luogo di massima proliferazione delle fake news, media, imprenditori e cittadini perché si possano unire le forze per combattere contro la disinformazione ed il crescente odio sul web.

Dunque la questione delle Fake News è piuttosto seria ed importante. Sono stati diversi i personaggi pubblici che loro malgrado sono stati vittima di disinformazione mirata come nel caso dello stesso Presidente del Consiglio Gentiloni a cui gli è stata attribuita la frase “Italiani fate sacrifici e non lamentatevi”. La iena Matteo Viviani per capire meglio questo business ha incontrato due debunker ed ossia due veri e propri cacciatori di bufale che hanno portato avanti una importante opera di inchiesta. I due esperti spiegheranno ai microfoni delle Iene non solo il meccanismo che permette di far crescere in popolarità le Fake News ad esempio tra gli utenti di un social network molto utilizzato come Facebook, ma anche in che modo questo sistema si trasforma in una vera e propria macchina da soldi. Un mondo virtuale che permette con una strategia mirata e certosina di far leva sullo stato d’animo dell’ignaro utente per arricchirsi alle spalle di brand (a loro volta vittime) che pagano per rendere visibili i propri messaggi.

Negli ultimi mesi sono comparse sul mese una incredibile quantità di notizie false riportando clamorosi avvenimenti (ovviamente mai accaduti) che hanno avuto come risultato quello di catturare l’attenzione dell’utente soprattutto sui social network, mettendo in moto un meccanismo ‘acchiappa clic’. Come riportato su alcuni importanti quotidiani come La Repubblica, questo meccanismo negli ultimi mesi è stato oggetto di capillari inchieste informatiche portate avanti da due siti specializzati in questo ambito come Davidepuente.it e Attivissimo.blogspost.it conosciuto anche come il Disinformatico e gestito da Paolo Attivissimo. Grazie all’opera di questi due debunker sta venendo a galla un’organizzazione stratificata che sembra gestire circa 30 siti che hanno come proprio obiettivo quello di produrre bufale e renderle molto popolari sui social network. Secondo quanto è stato riportato dai due siti, dietro tutto questo sembra esserci un gruppo editoriale con sede legale a Sofia in Bulgaria: la Edinet. Pare che il 90% dei componenti e dei collaboratori di Edinet siano italiani mentre il titolare risulterebbe un certo Carlo Enrico Maria Ricci Mingani. Probabilmente ne sapremo di più nella puntata di questa sera de Le Iene Show.

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