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OKJA/ Cannes, proiezione del film Netflix interrotta per proteste: la polemica vista da Almodovar e Will Smith

È polemica a Cannes sulla presentazione dei film Netflix: la proiezione di Okja è stata interrotta per proteste. Il dibattito sugli Home video visto da Pedo Almodovar e Will Smith

I protagonisti di Okja, Tilda Swinton e Jake Gyllenhaal, insieme al regista Bona Joon-Ho sul red carpet del Festival di Cannes I protagonisti di Okja, Tilda Swinton e Jake Gyllenhaal, insieme al regista Bona Joon-Ho sul red carpet del Festival di Cannes

L’anteprima mondiale del film Okja, prodotto da Netflix, è stata interrotta per le proteste che dopo 5 minuti dall’inizio della proiezione ufficiale hanno infiammato la sala, costringendo l’organizzazione del Festival di Cannes a fermare tutto. La pellicola che vede protagonisti Tilda Swinton e Jake Gyllenhaal sta facendo discutere: si è infatti creata una fazione secondo cui non ci dovrebbero essere a Cannes film destinati direttamente all’home video. La polemica a riguardo vede su due fronti opposti i giurati Pedro Almodovar e Will Smith, che vedono in modo diverso la “sacralità” del grande schermo. Oltre ad Okja di Bona Joon-Ho, Netflix è in concorso a Cannes anche con The Meyerowitz Stories di Noah Baumbach. La polemica contro Netlif è iniziata qualche tempo fa, quando gli esercenti di Cannes avevano protestato per questi due film non sarebbero usciti nelle sale cinematografiche. Per placare gli animi, il direttore del festival Thierry Frémaux aveva annunciato in un comunicato che dall’anno prossimo i film destinati all’home video non sarebbero più stati accettati in concorso. Una presa posizione che ha subito diviso il pubblico in difensori e accusatori.

A prendere le parti della direzione del Festival è stato il presidente della giuria Pedro Almodovar, che in conferenza stampa ha dichiarato: ”Sarebbe un paradosso una Palma d’oro ad un film non destinato alla sala. Le piattaforme digitali in sé sono principio giusto e positivo ma questo non dovrebbe sostituire la forma esistente come la sala cinematografica e non dovrebbe alterare le abitudini degli spettatori. Per me la soluzione è semplice: le nuove piattaforme devono accettare le regole attuali del gioco, l’unica strada per sopravvivere. Credo fermamente che almeno la prima volta che qualcuno vede un film sia necessario che lo schermo sul quale lo vede non sia più piccolo della propria sedia. Sono convinto che noi spettatori dobbiamo essere più piccoli per entrare nell’immagine e nella storia”. Di tutt’altro avviso un altro giudice, Will Smith: “A casa a aspettarmi ho tre figli di 24, 18 e 16 anni. Vanno al cinema due volte la settimana e guardano sempre film su Netflix. Non so cosa accade nelle altre case ma nella mia l’arrivo di Netflix non ha avuto nessun effetto sull’andare al cinema. Sono due tipi di fruizione diverse, quando vogliono sentirsi umili di fronte a certe immagini vanno al cinema, altre volte le vedono sul piccolo schermo. Netiflix, a casa mia, non ha fatto altro che ingrandire l’offerta, ha permesso ai miei figli di vedere film che altrimenti non avrebbero mai visto e li ha messi in contatto con tutto un mondo underground di storie che si trovano a 8000 chilometri da loro”.

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