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Giacomo Celentano / Il figlio di Adriano e Claudia Mori: dalla malattia alla vocazione

Giacomo Celentano è il secondogenito di Adriano Celentano e Claudia Mori: dall'esordio nella musica, alla malattia fino alla vocazione e all'amore per Dio

Adriano Celentano (LaPresse) Adriano Celentano (LaPresse)

Tutti conoscono "La coppia più bella del mondo", Adriano Celentano e Claudia Mori, ma non tutti conoscono i figli del noto cantante italiano. Tre sono i figli di Celentano: Rosalinda Celentano e Rosita Celentano, probabilmente più note al pubblico, e Giacomo Celentano. Quest'ultimo è nato nel 1966, unico figlio maschio, è il secondogenito della nota coppia. Diplomato al liceo scientifico alla scuola S. Agostino di Milano, all’età di ventitré anni Giacomo Celentano ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo seguendo le orme di suo padre. Ecco allora che, in collaborazione con Mario Lavezzi, nasce il primo album intitolato "Dentro il bosco". Giacomo ha poi vissuto un periodo molto difficile, superato grazie all'avvicinamento alla Fede e alla Chiesa, momento che ha poi deciso di raccontare in un libro.

UN PERIODO DIFFICILE CHE PORTA ALLA FEDE

«Nel 1989, avevo realizzato il mio primo album “Dentro il bosco”, con la casa editrice di Caterina Caselli, e avevo davanti a me un futuro promettente come cantautore. - ha raccontato Giacomo in un'intervista di qualche anno fa a Cristiani Today - Apparentemente non avevo nessun sintomo di malessere, di depressione e di stanchezza. Però nel 1990, una notte di settembre, di colpo si dimezzò la mia capacità toracica, per cui cominciai a respirare malissimo". Fu un momento drammatico per Giacomo, che ancora racconta "Mi chiedevo cosa il Signore volesse da me, quale sarebbe stato il mio progetto di vita, insomma mi chiedevo se il Signore voleva che io cantassi o che diventassi frate o che mi sposassi, ecc.. - e conclude - Cominciai il mio cammino vocazionale, con Padre Emilio, è un frate che a quel tempo, stava a Milano e adesso è a Brescia. Cercavo di capire, con suo aiuto, quale fosse il progetto di Dio sulla mia vita. Capiì dopo anni che la mia non era una vocazione per la vita consacrata, ma io ero chiamato dal Signore tramite la sofferenza".

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