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Cinema, Televisione e Media

Marco Giallini/ Standing ovation per l'attore di Perfetti Sconosciuti (Un, due, tre.. Fiorella!)

Il popolare attore romano Marco Giallini è tra gli ospiti d’onore della prima puntata nel nuovo spettacolo del sabato sera di Rai 1 Un, due, tre… Fiorella!

Fiorella MannoiaFiorella Mannoia

APPLAUSI DALLA MANNOIA

Grandi ospiti a Un Due Tre Fiorella, il programma di Fiorella Mannoia, in onda ora su Rai Uno. C'è Marco Giallini, l'attore di Perfetti Sconosciuti, a cui il pubblico è evidentemente molto legato. Insieme a Fiorella ripercorre parte della sua carriera, toccando anche il lungo ciclo teatrale che gli ha permesso di crescere tantissimo in ambito professionale. Marco ha lavorato con grandi personaggi, tra cui Arnoldo Foà e Angelo Orlando. Quest'ultimo ha ricoperto un ruolo molto importante per il futuro dell'attore, avendogli offerto la possibilità di debuttare nel cinema. Marco Giallini ha fatto parte del cast L'anno prossimo vado a letto alle 10, la pellicola che ha dato vita alla carriera cinematografica dell'attore romano.

DELUSIONI IN AMORE E AMICIZIA

C'è anche Marco Giallini tra gli ospiti di questa prima serata dello show di Fiorella Mannoia, Un, due, tre.. Fiorella! L'amato attore è protagonista di molti film e commedie italiane di successo, e se dal punto di vista lavorativo non si può parlare di delusione, dal punto di vista sentimentale l'attore ha raccontato a Vanity Fair: «Solo sentimentalmente, qualche volta, dagli amici. Ognuno a questo mondo pensa alle proprie cose, ma io, nonostante la faccia, sono un buono e a volte la gente se ne approfitta. - e ancora aggiunge - Ma di truffe vere e proprie non ne ho mai subite, anche perché quelle che hanno tentato di farmi io le avevo già viste a otto anni, vengo da una zona in cui la vita non era proprio morigerata».

“LA MORTE DI MIA MOGLIE UNA TRAGEDIA MA NON UN TABÙ”

Marco Giallini è un attore che esprime molta energia e simpatia nonostante nel corso della propria vita abbia dovuto affrontare drammatiche situazioni come la morte della moglie. In una recente intervista rilasciata a Vanity Fair, Giallini ha rimarcato come questo fatto non sia per lui un tabù: “Sono stato recentemente ospite di un festival per tenere una lezione. Parlavamo di Rocco Schiavone, il commissario vedovo inventato da Antonio Manzini che ho recentemente interpretato per la Tv. Ho visto imbarazzo nell’interlocutore. Negli occhi aveva un dubbio e mi guardava con aria strana: “Naturalmente della scomparsa di sua moglie non parliamo”, mi dice a bassa voce e allora gli rispondo: 'E perché non dovrei parlarne? Ma parliamone'. È morta mia moglie. È stata una tragedia, ma non è un tabù. Non sarò l’ultima persona a cui accadrà”.

NOMINATION AI NASTRI D’ARGENTO

Un, due, tre.. Fiorella! si preannuncia un programma di spessore anche grazie alla presenza di ospiti d’onore come nel caso dell’attore romano Marco Giallini. Un artista che negli ultimi anni sta ottenendo un enorme successo grazie a film e fiction che stanno cogliendo nel segno come nel caso del film Beata Ignoranza, diretto da Massimiliano Bruno ed uscito nello scorse mese di febbraio ai botteghini. Un film che lo ha visto al fianco di Alessandro Gassman proponendo una interpretazione che gli è valsa la Nomination ai Nastri d’Argento come Migliore attore protagonista. In una recente intervista rilasciata a Vanity Fair ha parlato della grande fama acquisita e di come non gli sia più possibile effettuare l’amata passeggiata in via del Corso: “Al massimo ci vado in moto in via del Corso, con il casco. In fondo l’alibi della notorietà mi sta benissimo. Non mi pesa. Mi aiuta a non muovermi da casa, si concilia con la mia pigrizia”.

GLI INIZI DI MARCO GIALLINI

Nella stessa intervista Marco Giallini ha parlato delle difficoltà incontrate per emergere nel mondo dello spettacolo probabilmente amplificate dal contesto dove è nato e cresciuto. L’attore ha voluto riassumere quella che è stata la sua esperienza e i complimenti incassati da giovanissimo da un grande regista di cui non ha voluto fare il nome: “Ho inseguito un sogno, ma non l’ho fatto da Forrest Gump. Quando un grande regista a 16 anni mi diceva 'Tu vali qualcosa', magari arrossivo e mi vergognavo come un bandito, ma provavo orgoglio perché sentivo che non mi stavo raccontando una storiella. Sapevo che da qualche parte sarei arrivato... Se cresci in un contesto in cui non ti danno molte possibilità e in cui tuo padre ti fornisce subito l’esatta misura di chi siano i padroni e chi i dipendenti, fatica fisica e impegno li devi mettere nel conto. Altra cosa è dire di essere sceso dagli alberi o di aver vissuto in una grotta. A qualcuno è successo. A me non è mai mancato niente, a me”.

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