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Cinema, Televisione e Media

FERDINAND/ Il toro che insegna il coraggio al cinema

Nel periodo delle feste al cinema era praticamente impossibile non incappare in un film di animazione. Come Ferdinand. La recensione di BRUNO ZAMPETTI

Una scena del filmUna scena del film

Nel periodo delle feste al cinema era praticamente impossibile non incappare in un film di animazione. Quest'anno, per far concorrenza alla Disney, la Fox ha deciso di puntare su Ferdinand. Ironia della sorte, tutto questo avviene quando la casa di Topolino ha messo le mani sull'ormai ex società di Rupert Murdoch. E per un altro strano incrocio, "La storia del toro Ferdinando", libro del 1936 di Munro Leaf, era già stato spunto per il cortometraggio Disney del 1938 "Ferdinando il toro" (vincitore di un Oscar nel 1939). 

Fortunatamente, la storia raccontata da Carlos Saldanha si distacca non poco da quella del corto Disney. Ferdinand, ancora vitello, vive in un allevamento di tori, che non sognano altro che combattere in un'arena per la gloria. Tuttavia lui pare essere interessato ad altro, in particolare ai fiori. Quando suo padre, scelto da un torero, muore dopo una corrida, Ferdinand decide di scappare e, complice un'avventurosa fuga in treno, si ritrova a essere aiutato, accolto e cresciuto da Nina, una bambina che vive con il padre e un cane proprio nei pressi di una collina fiorita.

Per Ferdinand inizia così una nuova vita, spensierata, piena di amore e di felicità. Quando però cresce, e diventa un grosso e robusto toro, accade qualcosa che lo porta ad affrontare il suo passato e la sua stessa natura. Non sarebbe giusto anticipare troppo della trama, ma basti sapere che da quello che parrebbe un toro vigliacco, Ferdinand si trasforma in un leader, pronto anche ad assumersi la responsabilità di affrontare un combattimento nell'arena. Un combattimento che gestirà a modo suo e che lo vedrà, com'è logico pensare, uscire vincitore.

In Ferdinand sembra mancare una vera e propria figura di villain. Non mancano invece delle gag, forse più divertenti per dei bambini che non per un pubblico adulto. Ma la morale di questo film di animazione (lasciando perdere il messaggio animalista) avrebbe molto da dire anche a tanti adulti su quello che significa avere coraggio e non tirarsi indietro di fronte alle difficoltà. Oltre che far capire qualcosa di più sulla responsabilità che si ha verso i propri simili, anche se ci hanno fatto del male. Quindi, proprio per quel che si è visto in giro nei cinema nel periodo delle feste, Ferdinand merita un passaggio in sala, anche se dopo la Befana.

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