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Cinema, Televisione e Media

CRISTINA PARODI, LEGA CHIEDE DIMISSIONI: SALVINI FRENA/ Su Twitter la sostengono Chef Rubio e Fabio Canino

Parodi contro Salvini: Lega chiede dimissioni dalla Rai. La presentatrice attacca il ministro dell'interno ai microfoni di Radio Rai 2: “La sua ascesa dovuta all’ignoranza"

Cristina ParodiCristina Parodi

Le dichiarazioni di Cristina Parodi su Matteo Salvini continuano a far discutere. La giornalista e conduttrice televisiva si è espressa sull’ascesa di Salvini usando parole che non sono state minimamente gradite dalla Lega. La replica del partito di Salvini è andata oltre incitando la Rai a licenziare la conduttrice attualmente impegnata nel nuovo format della domenica “La prima volta”. Naturalmente entrambe le dichiarazioni, sia quelle della Parodi sia quelle di alcuni rappresentati della Lega sono rimbalzate sui social dividendo il popolo di internet. Tra questi anche qualche volto noto come quello di Chef Rubio che ha twittato: “Disonorevole @matteosalvinimi e collusissima @LegaSalvini perché ve la riprendete con chi dice la verità? L’Italia non è il Chile e non vedo nessun Pinochet, quindi state buoni accuccia e rispettate l’altrui pensiero. Siamo ancora in democrazia o no? Brava @cristina_parodi!". Anche Fabio Canino si schiera a favore della Parodi scrivendo: "il Fascismo conviene agli italiani perché è nella loro natura e racchiude le loro aspirazioni, esalta i loro odi, rassicura la loro inferiorità. Il Fascismo è sempre pronto a indicare negli “altri” le cause della sua impotenza o sconfitta. Altro che @cristina_parodi ;)".  Non mancano però alcuni commenti contro la Parodi, come quello di una utente che si domanda a cosa sia dovuta l’ascesa in tv di Cristina invitandola a lasciare la villa in cui vive per vedere cosa significa vivere in periferie. Al momento nessun commendo da Giorgio Gori, sindaco PD e marito della giornalista Rai. Una cosa è certa: la questione Parodi VS Salvini non è ancora finita! (agg. Emanuele Ambrosio)

NICOLA PORRO DICE LA SUA SU FACEBOOK

«Ricapitoliamo: alle prossime elezioni ci saranno una lista Bankitalia, una lista Agenzie di rating, una lista Boeri e una lista Cristina Parodi»: il tweet del collega Antonio Polito ben ritaglia la situazione attuale, dove da un lato si assiste allo scontro sempre più acceso pro-contro la persona politica di Matteo Salvini e dall’altro l’abitudine del governo lega-M5s (o almeno di alcuni suoi protagonisti) di rispondere alle critiche di chi li contesta con la formula “candidati e convinci tutti della tua idea”. È così che ha risposta Di Maio a Bankitalia, così lo stesso Salvini oggi con il Presidente Inps Tito Boeri e così, velatamente, anche alcuni membri Lega che chiedevano le dimissioni della conduttrice moglie di Giorgio Gori. Quello che però inquadra forse meglio di tutti la vicenda è il giornalista Nicola Porro: nel corso della sua rassegna stampa su Facebook (La Zuppa di Porro) il conduttore da un lato rimbrotta la Parodi dicendo di non condividere un pensiero «trito e ritrito della sinistra, per cui chi non li vota è perché ignorante e pericoloso» ma poi si rivolge ai leghisti e attacca, «non ha senso chiedere le dimissioni di giornalisti che non la pensano come voi, è una azione da pensiero unico per cui sono e sarò sempre contrario». E il senso in effetti tra il diritto di critica e l’epurazione è forse tutto qui: da un lato una critica, assai discutibile e per molti ingiusta, dall’altro la volontà di “epurare” proprio come già visto più volte in passato, sotto ogni colore politico. (agg. di Niccolò Magnani)

I SOCIAL SEMPRE PIU DIVISI

Ha creato non poche polemiche l’intervista rilasciata da Cristina Parodi a Rai Radio 2 la mattina di ieri. La conduttrice di casa Rai ha attaccato il ministro dell’interno, Matteo Salvini, o meglio, i suoi elettori, e di conseguenza la Lega si è sentita tirata in ballo, chiedendo che la stessa si dimetta dalla Rai. La notizia ha fatto in breve tempo il giro del web, e sui social è una delle più discusse. Le reazioni sono quasi perfettamente divise a metà: da una parte chi attacca la Parodi, difendendo il carroccio, dall’altra chi si scaglia contro la Lega, la cui reazione sarebbe stata eccessiva. Questo ad esempio il pensiero su Twitter di Fabrizio: «La moglie di un politico del #PD non può abbandonarsi a giudizi sugli avversari del marito mentre ricopre un incarico pubblico pagato da tutti. Deve essere super partes». Così invece Maria, che difende la giornalista: «Quindi una giornalista,in un Paese ancora libero e democratico,non può esprimere la propria opinione, sul governo in carica. Siamo già alle epurazioni stile Erdogan? Poi erano gli altri a portarci deriva autoritaria. La lega ha perso un'altra buona occasione per zittire». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

NON SI PLACANO LE POLEMICHE

Salvini ha chiuso la querelle, ma la polemica resta su tutti e due i fronti: i leghisti che, dopo le continue puntate di Fazio e Berlinguer contro il Governo spingono per un cambio radicale dei programmi Rai, e ora si inalberano per le parole della Parodi, dall’altro il Pd e tutte le opposizioni di sinistra che difendono la giornalista ex Domenica In (nonché moglie di Giorgio Gori, sindaco dem) perorano la causa anche (e soprattutto) per dimostrare che la Lega salviniana è più vicina ad Orban di quanto si creda. In realtà proprio l’intervento di Salvini ha smentito qualsiasi “cacciata” o “epurazione” in stile staliniano o Stasi: ma dietro agli attacchi del Pd (come avvenuto in tanti altri casi nel passato anche per altre formazioni politiche) resta sempre una domanda che ogni cronista serio dovrebbe porre semplicemente. Se un esponente della tv pubblica avesse detto che il successo di Renzi, Gentiloni, Martina (ma anche Berlusconi, Di Maio, D’Alema, Meloni ecc ecc) deriva da ignoranza e paura della gente, quale sarebbe stata la reazione? Ai posteri l’ardua sentenza, nel frattempo la polemica si rinnova di ora in ora, ovviamente, sui social. (agg, di Niccolò Magnani)

SALVINI, “NESSUNO CACCI LA PARODI”

Come vi abbiamo raccontato, la Lega ha chiesto le dimissioni dalla Rai della conduttrice Cristina Parodi, rea “di aver offeso Matteo Salvini” nel corso di un’intervista. Ma è lo stesso segretario federale del Carroccio a frenare sull’eventualità: “Non siamo gli Anzaldi di turno, nessuno intende cacciare la Parodi dalla tv. Stia tranquilla, ringrazio i parlamentari della Lega per la difesa. Noi cercheremo di migliorare il servizio pubblico, ma non lo faremo utilizzando dei metodi che appartengono a qualcuno che ci ha preceduto”. Il ministro dell’Interno ha sottolineato di voler chiamare i parlamentare e dirgli “di lasciare che siano gli altri a fare polemiche”. Al fianco dell’ex conduttrice di Domenica In si è schierata Anna Rita Leonardi, esponente del Pd: “Cristina #Parodi è giornalista e conduttrice tv. Giorni fa ha rilasciato un'intervista in cui diceva di non apprezzare Salvini. Oggi esponenti della Lega Nord chiedono, per questo motivo, le sue dimissioni dalla Rai. Zittire i dissidenti: prove tecniche di regime fascioleghista”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

LEGA CONTRO CRISTINA PARODI

Cristina Parodi nell’occhio del ciclone. Ieri la bella presentatrice di casa Rai, ha rilasciato delle dichiarazioni a Radio Rai 2, parlando del ministro dell’interno Matteo Salvini, a suo modo di vedere, non un buon politico. La Lega ha replicato a muso duro, chiedendo che la stessa rassegni le dimissioni, avendo usato la televisione pubblica (in questo caso, la radio pubblica), per fare “propaganda politica”. A questo punto ci si domanda se davvero la Parodi rischi o meno il posto presso la Rai. L’ex conduttrice di Domenica In, dopo il flop dell’anno scorso, si è messa al timone di un nuovo programma “La prima volta”, in onda tutte le domeniche sere dalle ore 17:40, all’interno di “Domenica In”. Gli ascolti stanno premiando la più grande delle sorelle Parodi, con uno share che oscilla fra il 12 e il 13%, sempre meno rispetto al 18% della regina della domenica, Barbara D’Urso, ma comunque numeri dignitosi. Rischia davvero il posto Cristina? (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

IL MARITO SI RICANDIDA PER MILANO

L'attacco di Cristina Parodi alla Lega è destinato a far discutere, ma la conduttrice è d'altronde sposata con un importante esponente del Partito Democratico, Giorgio Gori, che da dirigente televisivo delle reti di Berlusconi, pur avendo sempre dichiarato la sua appartenenza al campo progressista, è passato alla militanza politica nel PD diventando Sindaco di Bergamo. E Cristina Parodi ha confermato, nell'intervista che ha fatto tanto discutere, che Giorgio Gori si ricandiderà come primo cittadino della cittadina lombarda: "Ne abbiamo discusso, ma non credo che sia stata una decisione travagliata. È stato faticoso ma anche bellissimo fare questi cinque anni da sindaco di Bergamo. Giorgio è una persona onesta, sincera, da bergamasco ha iniziato una cosa e ora vuole finirla." (agg. di Fabio Belli)

"SALVINI VINCE GRAZIE A PAURA E IGNORANZA"

Attacco a sorpresa di Cristina Parodi al vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini. In un'intervista rilasciata a Radio Rai 2 alla trasmissione "I Lunatici", la Parodi ha dato il suo parere sull'attuale situazione politica, schierandosi apertamente contro i'attuale Ministro dell'Interno nonché segretario della Lega. "A cosa è dovuta l'ascesa di Salvini? All'arrabbiatura della gente. Al fatto che probabilmente non è stato fatto molto di quello che era stato promesso di fare. È dovuta alla paura e anche all'ignoranza. Mi fa paura vedere un tipo di politica che è basata sulla divisione, sui muri da erigere. Vorrei una politica che andasse incontro ai più deboli e che aiutasse questo Paese a risollevarsi in un altro modo." Dunque, un'ascesa politica dovuta a paura e ignoranza, parole forti da parte di Cristina Parodi che hanno causato l'immediata reazione da parte dei vertici della Lega.

LA LEGA CHIEDE LE DIMISSIONI DELLA CONDUTTRICE

Paolo Tiramani, capogruppo in Commissione Vigilanza e parlamentare della Lega, ha condiviso infatti una nota con altri sei colleghi di partito chiedendo le dimissioni di Cristina Parodi dalla Rai, essendo secondo la Lega il suo ruolo da conduttrice del servizio pubblico ormai incompatibile con la propaganda espressa durante l'intervista: "Se Cristina Parodi è tanto delusa dalla politica italiana scenda in campo. E, soprattutto, lasci la Rai. Con le sue offese a Matteo Salvini, la giornalista e moglie del sindaco Pd di Bergamo, Giorgio Gori, ha utilizzato il servizio pubblico radio-televisivo a proprio uso e consumo, facendo propaganda politica alla faccia del pluralismo informativo e ciò non è giustificabile." La nota oltre che da Tiramani è stata firmata da Massimiliano Capitanio, Dimitri Coin, Igor Iezzi, Giorgio Bergesio, Simona Pergreffi ed Umberto Fusco.

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