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Cinema, Televisione e Media

MARCO VANNINI/ I familiari chiedono giustizia (Quarto Grado, 18 maggio)

Il caso di Marco Vannini a Quarto Grado nella puntata di venerdì 18 maggio. I familiari chiedono giustizia, organizzata una fiaccolata per protestare contro la sentenza

Marco VanniniMarco Vannini

Giustizia per Marco Vannini. E' questa la voce che si è sollevata fin dalla morte del ragazzo di Cerveteri da parte dell'intera comunità italiana. Non solo da parte dei familiari, che ancora oggi sono sicuri di come esisterebbe una verità non ancora emersa durante il processo di primo grado. Al centro delle accuse Antonio Ciontoli ed il resto della sua famiglia, condannato a 14 anni contro la pena più aspra rischiesta dall'accusa. Il caso di Marco Vannini verrà trattato nella puntata di Quarto Grado di oggi, venerdì 18 maggio 2018, con un particolare sguardo alla fiaccolata che è stata organizzata in onore del giovane 20enne in occasione del terzo anniversario della sua scomparsa. Morto in modo straziante, agonizzante e senza che sia emersa una verità certa sul perché la sua vita si sia spenta a casa del padre della fidanzata Martina Ciontoli. Un posto sicuro che tuttavia non lo ha protetto dalla tragedia. Ed è anche per non dimenticare quanto accaduto quella notte che è stata organizzata una fiaccolata in onore di Marco, un evento che coinvolgerà in contemporanea diverse città italiane. Come ricorda La Repubblica, la manifestazione si svolgerà a Bologna, Milano, Roma, Arezz, Cagliari, Olbia, Milano, Pavia, Tor San Lorenzo e Sanremo. Un'iniziativa nata dalla volontà di tante persone sui social che si sono unite ai familiari di Marco Vannini al grido di #NonInMioNome per commentare la sentenza dei giudici che hanno condannato Antonio Ciontoli a 14 anni di reclusione e 3 anni per i figli Martina e Federico, oltre che per la moglie Maria Pezzillo. 

MARCO VANNINI, LO SFOGO DI VIOLA GIORGINI

Tre anni senza Marco Vannini e tanto dolore che continua a gridare grazie alla voce dei genitori e di tanti cittadini italiani. Il 17 maggio di tre anni fa è morto il giovane 20enne romano ed è nella stessa data che la comunità ha deciso di organizzare una fiaccolata in suo onore. La volontà di ottenere la verità rimasta celata nel processo di primo grado a carico di Antonio Ciontoli e della sua famiglia, è ancora alta. Nei giorni scorsi Viola Giorgini, la fidanzata di Federico Ciontoli, ha sottolineato con uno sfogo di non essere un mostro. La ragazza infatti ritiene di essere stata vittima di un accanimento mediatico per via dell'assoluzione ricevuta con la sentenza. 'Quello che è successo ha cambiato profondamente la mia vita', sottolinea in una lettera aperta la ragazza, come sottolinea La Repubblica. Per Viola Giorgini infatti è chiaro come al fianco dell'iter processuale si sia svolto anche un processo mediatico che ha acceso i riflettori fin dall'inizio della vicenda, grazie a programmi televisivi in cui a suo dire sarebbero stati utilizzati toni accesi. Non ha potuto dimostrare inoltre la sua innocenza, 'perché la battaglia mediatica è persa in partenza'.

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