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Cinema, Televisione e Media

SFOOTING/ Renzi conduttore tv? No, sarà il protagonista del sequel di "DEMolition Man"

L'idea sarebbe quella di affidare all'ex premier un programma culturale sulla città di Firenze. La proposta arriva da Lucio Presta. Ma, raccontano i COMICASTRI, non è l'unica che si presta

Matteo Renzi (LaPresse)Matteo Renzi (LaPresse)

La stampa l’aveva buttata lì qualche giorno fa, quasi a mo’ di minaccia: l'ex segretario del Pd, Matteo Renzi, ci starebbe pensando su... E si sentirebbe pronto per una trasmissione televisiva tutta sua, di taglio culturale. Su quale piattaforma? Su Netflix, così da stupire i suoi follower, che lo attendono sulla strada dell’innovazione.

L'idea sarebbe di Lucio Presta (produttore tv e compagno di Paola Perego), il quale ha confermato di essere al lavoro su un nuovo format televisivo. Incentrato su una delle più belle città d'Italia e affidato per la conduzione proprio all'ex premier. "Ho proposto a Matteo Renzi un progetto televisivo sulla città di Firenze che si presta - ha dichiarato Presta - al suo carattere. Un programma ambizioso. E lui lo sta valutando". Secondo Il Fatto Quotidiano, il progetto è addirittura "mastodontico": un sostanzioso numero di puntate per l'ex premier, riversato nel palinsesto fino a tardo autunno.

Ma perché proprio Renzi? "Matteo è di Firenze, ci ha vissuto, la conosce a fondo, ne è stato sindaco, ci ha portato i potenti del mondo, la sua parlata ha la classica inflessione di chi sulle sponde dell’Arno ci è nato e cresciuto... Credo deciderà a breve, ma ciò non implica, immagino, che abbandoni la politica".

Sia detto per inciso: appena appresa questa notizia, Silvio Berlusconi ha immediatamente convocato i vertici di Mediaset proponendo loro un progetto altrettanto ambizioso: 42 puntate di un'ora (a grandi linee dai primi di settembre all'estate 2019 inoltrata) sulla città di Arcore. Indiscrezioni? Pettegolezzi? Gossip televisivo? O c’è dell’altro?

Al di là della quasi ovvia smentita del portavoce di Renzi, sembrerebbe che l’ex premier ci stia facendo qualcosa di più di un semplice pensierino. Perché, nel frattempo, sono arrivate sulla sua scrivania un cospicuo numero di proposte. Dal mondo del cinema e dal mondo della tv.

Il regista Marco Brambilla (milanese di nascita, canadese d’adozione, di casa a Hollywood) sarebbe in procinto di dirigere il sequel del fantascientifico "Demolition Man", pellicola del 1993 con Sylvester Stallone, Wesley Snipes e Sandra Bullock. Ne ricordate la trama? Un malvagio signore del crimine e un poliziotto senza scrupoli vengono messi in criopreservazione nel 1996, e riportati in vita nell'anno 2032, in una società pacifica ma totalmente stravolta. Nel sequel, il protagonista (ruolo scritto dagli sceneggiatori appositamente per Matteo Renzi) viene “scongelato” nel 2014, alla vigilia della campagna elettorale per le elezioni europee (alla fine della quale il Pd raccolse il 40% dei consensi). Rimesso, dopo la batosta delle ultime elezioni nazionali e locali, nell’apposito freezer criogenico, Renzi sarà costretto dalle vicende politiche poco favorevoli alla sinistra a un ulteriore decongelamento solo nel 2088, perché riesca ad evitare il tracollo, l’ennesimo, del Pd (ma il film non dice se si chiamerà ancora così). E in quel distopico 2088, con il suo partito dem ridotto allo 0,15%, saprà Renzi resistere alle pressioni dei suoi nemici interni - che anche allora saranno, scongelati come lui, capitanati dal terribile Kuperlo - evitando così la DEMolizione definitiva?

Se, invece, dovesse essere Netflix ad aggiudicarsi i preziosi servigi del nostro eroe, ci sarebbe dell’altro, oltre al ventilato programma su Firenze. Nientepopodimeno che un ruolo di primo piano nella terza stagione de La Casa de Papèl (seguitissima serie di successo spagnola, in italiano La Casa di Carta). Nelle stagioni precedenti gli otto componenti della banda fanno irruzione nella Zecca nazionale spagnola a Madrid riuscendo a stampare 2,4 miliardi di euro e i loro nomi di battaglia richiamano famose città del mondo: Tokyo, Mosca, Berlino, Nairobi, Rio, Denver, Helsinki e Oslo. In questa nuova serie gli otto protagonisti si ritrovano per una missione ancora più stupefacente: il loro compito sarà quello di infilarsi in una filiale della Banca Etruria a Castiglion Fibocchi, in provincia di Arezzo, per far sparire le prove troppo compromettenti del fallimento dell’Istituto. Come vezzo di stampo tipicamente pidiessino, ciascun componente della gang assumerà il nome di una storica roccaforte della sinistra: il capobanda è il misterioso Firenze, gli altri sette compagni sono Siena, Pisa, Massa, Imola, Terni, Sondrio, Ivrea. L'azione si svolge in un'assolata domenica di metà giugno 2018, e stavolta, del tutto inopinatamente, il misterioso (misterioso? Non immaginate il volto che vi si può celare dietro?) Firenze vede cadere, uno dopo l'altro e in un sol giorno, i suoi sette fidatissimi complici.

E anche se la serie potrebbe non avere una quarta stagione (gli sceneggiatori hanno detto che una volta cadute le storiche roccaforti del Pd è difficile immaginare, e perciò scrivere, uno scenario nuovo, con Renzi protagonista), niente paura: la Rai, la cara vecchia mamma Rai, si è fatta avanti, a soccorso del suo giovin signore. Morta una roccaforte, almeno in Rai, se ne fa un’altra! Cosa c’è di meglio, allora, di un bel programma di viaggi? Già pronto il titolo cucito su misura per Renzi: “#Staisereno Variabile”.

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