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MORTA RITA LEVI MONTALCINI/ Fu premio Nobel per la medicina. L'esperto: ecco l'importanza delle sue scoperte

All’età di 103 anni la scienziata e senatrice a vita Rita Levi Montalcini è morta. Una vita straordinaria, dedicata alla scienza, di cui ricordiamo i principali traguardi

Rita Levi Montalcini Rita Levi Montalcini

Rita Levi Montalcini è morta nella sua abitazione a Roma, all’età di 103 anni. La scienziata e senatrice a vita si è spenta nella notte ma la notizia è stata diffusa solo in giornata. Nata a Torino il 22 aprile del 1909, la Montalcini si è laureata nel 1936 in Medicina e Chirurgia con 110 e lode, specializzandosi successivamente in neurologia e psichiatria, ancora incerta se dedicarsi interamente alla professione medica o portare avanti le ricerche in neurologia. Nel 1951-1952 la scienziata scoprì il fattore di crescita nervoso conosciuto come NGF (Nerve Growth Factor), ricerca di fondamentale importanza per la comprensione della crescita delle cellule e organi con cui fu possibile compiere un significativo passo in avanti nella comprensione del cancro e di altre malattie: “La grande importanza di Rita Levi Montalcini – spiega a IlSussidiario.net il giornalista scientifico Mario Gargantini - è quella di aver esplorato un settore, quello della neurologia, di cu verso la metà del secolo scorso ancora si conosceva molto poco. Poi, insieme ad altri ricercatori del laboratorio americano in cui lavorava, è arrivata la scoperta di questo fattore di crescita nervosa, detto NGF, che di fatto governa lo sviluppo delle cellule nervose”. Lo studio su questa molecola proteica e sul suo meccanismo d’azione proseguì per oltre 30 anni e per questo grande contributo la Montalcini ricevette nel 1986 il Premio Nobel per la medicina insieme allo studente biochimico Stanley Cohen. Il primo agosto del 2001, invece, fu il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi a nominarla senatore a vita. “La principale scoperta della Montalcini – aggiunge Gargantini - è legata al funzionamento del sistema nervoso e quindi, di conseguenza, una miglior conoscenza permette ovviamente di aprire nuove prospettive nella cura delle malattie neurodegenerative. Le scoperte della Montalcini, pur essendo di base e non applicative, sono state comunque in grado di portare alla luce nuovi aspetti dell’organismo, in particolare del cervello, di cui prima si conosceva veramente ben poco”. Oltre al suo contributo scientifico, conclude Mario Gargantini, è assolutamente da ricordare la costanza con cui Rita Levi Montalcini si impegnò nella promozione della ricerca scientifica: “Una volta tornata in Italia e soprattutto in questi ultimi decenni, la Montalcini ha avviato numerose attività di promozione della ricerca, in favore dei giovani ricercatori e per la creazione di laboratori, fondazioni e realtà che permettessero di sviluppare ricerca anche in Italia, dove a quel tempo non era affatto sviluppata”. Oltre al premio Nobel, Rita Levi Montalcini ha ricevuto anche numerosi altri riconoscimenti, tra i quali cinque lauree honoris causa (dall'Università di Uppsala, dal Weizmann Institutedi Israele, dalla Saint Mary University e dalla Constantinian University (USA), dalla Università Bocconi (Milano), dal Politecnico di Torino). Fu inoltre la prima donna scienziata a ricevere, nel 1963, il Premio Max Weinstein, donato dallo United Cerebral Palsy Association per contributi eccezionali nel campo della ricerca neurologica, mentre ricevette anche il William Thomson Wakeman Award dalla National Paraplegia Foundation nel 1974 e il Lewis S. Rosentiel Award per il lavoro svolto nella ricerca medica dalla Brandeis University nel 1982. Era inoltre membro della American Academy of Arts and Sciences, la National Academy of Sciences, e della Accademia Nazionale delle Scienze. Infine, il 30 settembre 2009, venne insignita del Wendell Krieg Lifetime Achievement Award, riconoscimento internazionale istituito dal Cajal Club, la più antica associazione internazionale dedita allo studio del sistema nervoso.


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