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È morto

MORTO OSCAR NIEMEYER/ Il padre di Brasilia, scomparso a 104 anni

Considerato uno die massimi esponenti dell'architettura mondiale del novecento, è morto all'età di 104 anni Oscar Niemeyer. Aveva progettato la città di Brasilia

Oscar NiemeyerOscar Niemeyer

E' morto l'architetto brasiliano Oscar Niemeyer, noto come il padre di Brasilia. Aveva 104 anni. Il decesso è avvenuto nell'ospedale samaritano di Rio de Janeiro in cui era ricoverato dal 2 novembre scorso. E' considerato uno dei massimi esponenti dell'architettura del novecento. Era nato a Rio de Janeiro nel 1907 e si laurea ingegnere architetto nel 1934. Comincia a esercitare lavorando nello studio di Lucio Costa, scelta che fa rendendosi disponibile a lavorare anche gratuitamente pur di sposare una idea di libertà. Dirà infatti che quell'esperienza gli permise di trovare le risposte ai suoi dubbi giovanili. Costa diventerà conosciuto per aver impostato i piani di costruzione della città di Brasilia nata dal nulla come simbolo del nuovo Brasile, a cui Niemeyer darà un contributo decisivo. Si appassiona e conosce personalmente il grande architetto francese Le Corbusier che lo ispira nella progettazione con il cemento armato. Si avvicina intanto alla politica diventando membro del partito comunista subito dopo la fine della seconda guerra mondiale: vi rimarrà per tutta la vita. Il primo grande incarico è del 1947 quando a New York lavora alla progettazione del Palazzo di vetro delle Nazioni Unite. Nel 1951 disegna il Parco Ibirapuera, con la sede della Biennale e la Oca, nella città di San Paolo, ispirandosi alla struttura in cerchio delle capanne degli indios brasiliani. Pochi anni dopo insieme a Lucio Costa vince il concorso per il progetto della nuova capitale Brasilia che verrà inaugurata nel 1960. Di sua progettazione molti edifici importanti come il Palazzo dell'Alvorada e quello del Planalto, sedi del presidente della repubblica, le cupole convessa e concava del Congresso, il palazzo di Itamaraty, sede del ministero degli Esteri, e la cattedrale. Proprio quest'ultima viene considerata ancora oggi la sua massima espressione architettonica. Così spiegherà il suo progetto: "Ho evitato le soluzioni delle vecchie cattedrali buie, che ricordano il peccato. Al contrario ho fatto scura la galleria di accesso alla navata, e questa l'ho voluta tutta illuminata, colorata, rivolta con le sue belle vetrate allo spazio infinito". Il colpo di stato militare del 1964 lo costringe all'esilio, tre anni dopo, a Parigi. Vivendo in Europa ha dunque modo di lavorare anche in Italia: suo è infatti il palazzo sede della Mondadori a Segrate. Quando finisce la dittatura militare può tornare in Brasile dove lavorerà a progetti come il Memorial da America Latina a San Paolo, e il Museo di Arte Contemporanea a Niteroi. Molte le onorificenze ottenute nel corso della sua lunga vita, dal premio Pritzker vinto nel 1988 e considerato il Nobel dell'architettura, al Leone d'oro della Biennale di Venezia nel 1996.