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CABALLO BLANCO/ Morto Micah True, leggendario corridore di Ultramaratona

E' stato ritrovato cadavere il corridore Micah True soprannomimato Caballo Blanco. Era partito per una dellesue corse in solitaria nel deserto del New Mexico. Aveva 60 anni

Foto Infophoto Foto Infophoto

La scomparsa di Caballo Blanco. Micah True, leggenda della corsa estrema, è morto mentre era impegnato a fare ciò che amava di più e aveva sempre fatto, cioè correre. Il corridore infatti è stato ritrovato cadavere dopo quattro giorni di ricerche nella zona del Gila National Park del New Mexico, in una zona particolarmente remota come quelle che lui amava percorrere per le sue corse in solitaria. Micah True aveva 60 anni. La sua specializzazione era quella della "ultra maratona", e lui veniva definito un ultra runner: era capace di correre anche per più di 40 chilometri senza sosta in zone selvagge e solitarie. Martedì scorso era partito per una di queste gare in solitudine, poi non si è saputo più niente di lui. Sembra che sia stato colto da un malore improvviso cosa che accerterà l'autopsia. Sul corpo non sono stati trovati senni di traumi violenti, ad esempio l'aggressione da parte di qualcuno o da parte di un animale. Caballo Blanco, come era soprannominato, aveva con sé una semplice borraccia d'acqua: il suo abbigliamento pensato per la corsa sotto al sole desertico non era però adatto alle fredde temperature che calano di notte in quelle zone. Forse proprio il freddo lo ha ucciso. E' stato rinvenuto nelle vicinanze del Woody's Corral. Oltre a essere atleta Micah True era un personaggio molto amato ad esempio dagli indigeni che abitano la zona della Sierra Madre messicana, la tribù dei Tarahumara che per lui aveva escogitato il soprannome di Caballo Blanco, cavallo bianco. Questa popolazione vive in zone molto aspre e spesso deve coprire grandi distanze chilometriche a piedi: True si era spesso unito a loro affascinato dallo stile di vita e così facendo aveva potuto perfezionare anche il suo stile di corsa. A lui e alle sue imprese era stato dedicato qualche anno fa un libro di grande successo intitolato "Born to run" scritto da Christopher McDougall. Tra una corsa e l'altra il corridore faceva anche la guida turistica in zone impervie come il Copper Canyon. Era il simbolo di un modo di intendere la corsa come prova di resistenza al fisico umano.