BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MORTO OSWALDO PAYA'/ Giallo sulla fine del dissidente cubano, leader del Movimento cristiano di liberazione

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

Oswaldo Payà era il leader del Movimento cristiano di liberazione cubano. Un oppositore del regime castrista e uno dei più noti. Si opponeva tanto a Fidel Castro quanto all'embargo degli Stati Uniti nei confronti di Cuba ed era in polemica con molti degli oppositori cubani fuggiti in Florida. E' morto ieri in un incidente stradale e la sua scomparsa sta già alimentando un clima di giallo e mistero. Al proposito è intervenuto dall'Italia Pierferdinando casini che parla di "fine sospetta". Della stessa opinione il fratello Carlos, che vive in Spagna, che parla di sospetti evidenti e di una morte che deve essere chiarita. Per Carlos infatti il fratello Oswaldo viveva in un clima di paura, tra minacce continue di morte: gli avrebbero detto più volte che lo avrebbero ucciso, sostiene. Oswaldo Payà si trovava in macchina in una zona dell'isola a circa novecento chilometri di distanza dalla capitale Avana insieme ad un altro oppositore del regime, Harold Cepero che è morto anche lui sul colpo e a due politici europei, lo spagnolo Angel Carromero e lo svedese Jens Aron Modig che invece sono sopravvissuti all'incidente. Payà, che era nato nel 1952, nel 1988 aveva fondato il Movimento cristiano di liberazione. Aveva avuto problemi con il regime sin da quando era bambino: si era ostinato infatti a voler fare il chierichetto nonostante le minacce della polizia. Per questo motivo finì in riformatorio con una condanna a tre anni di reclusione. Poi l'impegno politico coraggioso, con la richiesta di riforme tra cui la libertà di stampa. Raccolse ben 40mila firme popolari per chiedere un referendum sul tema. In una intervista rilasciata al giornale italiano La Stampa nel 2006 spiegava il suo pensiero: "Sul piano economico sono per la liberalizzazione, ma non per la privatizzazione cieca: è la persona che deve avere la libertà, non il mercato che deve dominare sulla persona. Altrimenti passeremmo dal fondamentalismo comunista a quello capitalista". Aveva ricevuto il “Premio Sakharov” per i diritti umani dall'Europarlamento. Da parte delle autorità nessun commento sulla dinamica dell'incidente: al momento non si sa neanche se verranno condotte delle idnagini sui meccanismi che hanno portato allo schianto. 



  PAG. SUCC. >