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MORTO GORE VIDAL/ La scomparsa dello scrittore americano, lo scandalo de "La statua di sale"

E' morto a 86 anni di età lo scrittore americano Gore Vidal, noto soprattutto per il libro La statua di sale che trattava il tema dell'omosessualità. Era infatti gay dichiarato

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Aveva 86 anni, ultimo esponente di quella generazione che produsse alcuni dei massimi scrittori americani del dopo guerra, tra cui Norman Mailer e Truman Capote. Gore Vidal venne alla ribalta nel 1948 quando il suo libro "La statua di sale" che trattava il tema dell'omosessualità scandalizzò non poco l'America di quei tempi. Aveva lavorato anche per diverse sceneggiature di film, tra cui si ricorda quella di "Ben Hur" tra le altre. Gore Vidal, secondo quanto comunicato dalla famiglia, è morto a causa di una polmonite, da tempo era malato, ma viveva da solo nel suo appartamento di Los Angeles. Aveva vissuto a lungo, quasi trent'anni, anche in Italia, Paese che amava molto, ad esempio a Ravello sulla costiera amalfitana e a Roma. Proprio in Italia scrisse uno dei suoi libri, "Giuliano" dedicato a un imperatore dell'antica Roma nipote dell'imperatore Costantino. Amava infatti quel periodo storico e aveva studiato il periodo classico antico. Gay dichiarato, aveva convissuto a lungo con Howard Austen e dopo la sua morte aveva lasciato l'Italia tornando definitivamente in California. Gore Vidal era figlio di un ufficiale dell'aeronautica militare e della figlia del senatore T.P. Gore: il suo vero nome era Eugene Luther Gore Vidal, ma per la sua carriera artistica scelse il cognome del nonno materno, un senatore democratico che lo influenzò politicamente non poco. Il suo La statua di sale raccontava la storia di un giovane della borghesia del Sud degli Stati Uniti innamorato del suo miglior amico. Il protagonista del libro era ispirato a un commilitone di cui era stato innamorato e che aveva perduto la vita nella battaglia di Iwo Jima durante la secodna guerra mondiale. Anche Vidal si trovava lì in quanto impegnato nel servizio militare come marines. Nel 1956 collaborò alla sceneggiatura del film Ben Hur, lavorando a Cinecittà a Roma. Tra le altre sue sceneggiature, quelle di Improvvisamente l'estate scorsa e di Dimenticare Palermo di Francesco Rosi. Fece una apparizione anche nel film Roma di Federico Fellini.  Era impegnato anche in politica: nel 1960 si candidò nelle file del Partito democratico senza riuscire a essere eletto e ci riprovò nel 1982 ancora senza successo.