BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

MORTO LUCIO QUARANTOTTO/ Si è suicidato il paroliere di Bocelli e tanti altri

Si è suicidato Lucio Quarantotto, paroleiere di Andrea Bocelli e molti altri. Soffriva di depressione e si è gettato dalla finestra della sua abitazione di Mestre. Aveva 55 anni

Andrea Bocelli, foto Infophoto Andrea Bocelli, foto Infophoto

Noto come paroliere di tanti artisti, si è ucciso Lucio Quarantotto: soffriva da tempo di depressione, aveva 55 anni. Si è gettato da una finestra della sua abitazione di Mestre, città dove era nato, precipitando dal terzo piano e morendo sul colpo. Il suo nome risultava nascosto come succede spesso a chi scrive testi di canzoni portate al successo dai cantanti. Il pubblico infatti si ricorda e rimane legato solo all'esecutore, caso unico e raro quello di Mogol ovviamente, ma Quarantotto era stimatissimo nell'ambiente musicale. Aveva anche lavorato con Ennio Morricone. La sua collaborazione più nota era stata quella con Andrea Bocelli il quale cantò quello che è considerato il suo brano più famoso, Con te partirò, al festival di Sanremo del 1995. Il pezzo era stato inciso originariamente da Francesco Sartori e rimane nella storia come uno eie massimi successi italiani a livello internazionale. Il pezzo infatti fu anche inciso da diversi artisti stranieri tra cui Donna Summer. Nel 1984 Quarantotto aveva vinto una Targa Tenco all'omonimo premio della canzone d'autore per la migliore opera prima. Quarantotto aveva principalmente collaborato con l'amico Sartori che scriveva le musiche su cui lui metteva le parole. Sartori era a conoscenza dei problemi di salute dell'amico. Così lo ha ricordato: "Perdiamo un grandissimo artista e abbiamo un tesoro tutto da scoprire. La sua grande forza era la parola, una parola che letteralmente esplodeva sotto le note, attraverso la melodia". Come detto, Lucio Quarantotto godeva di grande stima nel mondo della musica: lo ammiravano personaggi come Caterina Caselli e Franco Battiato ad esempio che a lui chiedevano collaborazioni. Per Morricone tradusse alcune armonie in poesia. Il gesto drammatico con cui ha posto fine alla sua vita era stato preceduto due anni fa da un tentativo forse di suicidio. Aveva dato alle fiamme il suo letto: lo salvarono la figlia e la sorella che giunsero in soccorso. La sorella parlando con la stampa ha chiesto che di lui se ne parli bene: "era un bravo padre, un buon fratello e un buon figlio" ha detto. Quarantotto stava lavorando a un nuovo disco insieme all'amico Sartori.