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GIULIO ANDREOTTI/ E' morto all'età di 94 anni il senatore a vita (la scheda)

E’ morto all’età di 94 anni Giulio Andreotti, considerato uno dei principali esponenti della Democrazia Cristiana e protagonista della vita politica italiana della seconda metà del XX secolo

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

E’ morto oggi, all’età di 94 anni, il senatore a vita Giulio Andreotti. Considerato uno dei principali esponenti della Democrazia Cristiana e protagonista della vita politica italiana per l’intera seconda metà del XX secolo, Giulio Andreotti è nato a Roma il 14 gennaio 1919, si è laureato in giurisprudenza nel 1941 e si è specializzato successivamente in diritto canonico. Inizialmente cominciò ad avviarsi al giornalismo, diventando presto professionista e fondando successivamente la rivista politica “Concretezze”, diretta dal 1955 al 1976. Andreotti si fece presto notare nellaFuci, la Federazione degli Universitari Cattolici Italiani di cui era assistente mons. Giovanni Battista Montini, futuro Papa Paolo VI. Quando Aldo Moro lasciò la presidenza della Fuci, Papa Pio XII scelse come nuovo presidente proprio Andreotti che, in quello stesso periodo si stava rendendo protagonista, insieme con Alcide De Gasperi e Guido Gonella, della fondazione della Democrazia Cristiana. In seguito Andreotti divenne delegato nazionale dei gruppi giovanili della Democrazia Cristina, prese parte, nel 1945, alla Consulta Nazionale e un anno dopo divenne deputato dell’Assemblea Costituente. In tutte le elezioni successive per la Camera dei Deputati, Andreotti è stato confermato ed eletto nella circoscrizione di Roma-Latina-Viterbo-Frosinone: la dodicesima nel 1987, l'ultima in quanto nel 1991 viene nominato senatore a vita dall'allora presidente della Repubblica, Francesco Cossiga. Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri tra il 1947 e il 1953, fu Presidente del Consiglio dei Ministri per ben sette volte, dal febbraio 1972 al giugno 1973, dal luglio 1976 al giugno 1979 e dal 1989 al 1992. E’ stato anche presidente dei deputati della Democrazia Cristiana dal mese di dicembre 1968 al febbraio 1972 e per tutta l’ottava legislatura ha presieduto la Commissione Affari Esteri della Camera. “Dopo le elezioni del 20 giugno 1976”, ha detto ugo Finetti su queste colonne, “si creò un governo monocolore della Dc guidato da Giulio Andreotti con l’astensione di Pci e Psi. Nell’ottobre 1977 si inizia a discutere del passaggio dal governo della non sfiducia, basato appunto sull’astensione, all’ingresso del Pci nella maggioranza, che poi avviene il 16 marzo 1978, giorno del rapimento di Moro”. Il senatore Andreotti nel corso della sua vita ha ricevuto anche numerosissimi riconoscimenti anche internazionali, tra cui la diverse lauree Honoris Causa da parte di importanti università quali la Sorbona di Parigi, la Loyola University di Chicago, l’Università della Plata (Argentina), quella di Salamanca (Spagna), la Saint John’s University di New York, quella di Varsavia, di Pechino e tante altre. In un’intervista a IlSussidiario.net, lo stesso Andreotti ha ripercorso le vicende che portarono all’approvazione della Costituzione nel 1947. Un anno importante per lui, l’anno che segnò il suo esordio come uomo di governo in qualità di sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel quarto governo De Gasperi, carica poi mantenuta fino al 1954. Il suo 94esimo compleanno, invece, nel gennaio scorso, è arrivato appena pochi giorni dopo il riacceso dibattito sulla presunta trattativa tra pezzi dello Stato italiano e vertici di Cosa nostra per metter fine alla stagione stragista del ’92-’93.