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MORTO GIULIO ANDREOTTI/ L’ironia, la satira e la “proroga” del Signore (video)

«Io non ho fretta e ringrazio tutti coloro ai quali sta a cuore la mia salute e in particolare il Signore per l'ulteriore proroga». Così Giulio Andreotti smentì le voci di un suo ricovero

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

La notizia della morte di Giulio Andreotti, giunta poche ore fa, ha sconvolto l'Italia, nonostante spesso si fossero diffuse voci sulla morte del Divo Giulio, a causa di diverse crisi di salute che lo hanno costretto in ospedale. «In questi giorni mi giungono voci insistenti su un mio ricovero per aggravamento di salute. Capisco che molti attendono un mio passaggio a “miglior vita”, ma io non ho fretta e ringrazio tutti coloro ai quali sta a cuore la mia salute e in particolare il Signore per l'ulteriore proroga". Così Giulio Andreotti smentiva verso la metà di ottobre del 2011 le voci che lo davano ricoverato in condizioni di salute molto critiche. «Anche quest'anno ce l'abbiamo fatta, grazie a Dio – aveva detto il Senatore a vita al compimento dei 91 anni di età -. Tanti miei compagni di scuola non ci sono più. Io capisco e gli altri capiscono quello che io dico». Oppure quella volta che, in occasione della visita di leva, l’ufficiale sanitario gli disse: "Lei ha sei mesi di vita". Andreotti anni dopo lo andò a cercare, «volevo fargli sapere che ero sopravvissuto. Ma era morto lui. È andata sempre così: mi pronosticavano la fine, io sopravvivevo; sono morti loro», raccontò il sette volte presidente del Consiglio. Di lui, come riporta anche il sito Wikipedia, ha scritto Enzo Biagi: «Non credo che nessuno lo abbia mai sentito gridare, né visto in preda all'agitazione. «Una cara zia» confida «mi ha insegnato a guardare alle vicende con un po' di distacco.» [...] Legge romanzi gialli, è tifoso della Roma, e si compera l'abbonamento, frequenta le corse dei cavalli, è capace di passare un pomeriggio giocando a carte, e l'attrice che preferiva, in gioventù, era la bionda Carole Lombard, colleziona campanelli e francobolli del 1870 [...] Padre di quattro figli, ha la fortuna che la sua prole tende a non farsi notare. E neppure la signora Livia, la moglie, di cui non si celebrano né gli abiti né le iniziative. Non c'è aneddotica sulla signora Andreotti».  Indro Montanelli raccontò invece che Andreotti andava in chiesa con De Gasperi, e mentre quest’ultimo parlava con Dio, Andreotti parlava col prete. Andreotti rispose: «Sì, però a me il prete rispondeva». Sempre Montanelli ha detto di lui: «Mi faccio una colpa di provare simpatia per Andreotti. È il più spiritoso di tutti. Mi diverte il suo cinismo, che è un cinismo vero, una particolare filosofia con la quale è nato». E ancora: «E’ distaccato, freddo, guardingo, a sangue di ghiaccio. [...] È autenticamente colto, cioè di quelli che non credono che la cultura sia cominciata con la sociologia e finisca lì». Nella pagina seguente il video del malore accusato durante «Questa domenica », contenitore tv di Canale 5, nel quale era ospite. La conduttrice Paola Perego pone delle domande al senatore, ma lui resta con lo sguardo fisso nel vuoto, senza dire una parola. Parte allora la pubblicità, e una volta tornati in studio Andreotti immediatamente scherza: «Sono contento perché mi avete messo non tra due ladroni ma tra due bellissime ragazze». Pochi minuti dopo la fine della trasmissione, contattato da un giornalista del Corriere della Sera, Andreotti disse: «Eccomi qua, certo che sto bene, cosa credeva?».


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