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MORTO MANLIO CANCOGNI/ Giornalista e scrittore, aveva denunciato la Roma corrotta. L'ultima intervista (oggi 1 settembre 2015)

È morto Manlio Cancogni, giornalista e scrittore che denunciò la Roma corrotta degli Anni Cinquanta. Fece uscire una grande inchiesta sull'Espresso nel 1956 contro la corruzione capitale

Manlio Cancogni, foto dal web Manlio Cancogni, foto dal web

Malio Cancogni, noto giornalista e scrittore italiano, è morto questa mattina nella propria casa di Marina di Pietrasanta in Versilia all’età di 99 anni. Uno dei più grandi giornalista del Novecento, nell’ultima intervista rilasciata cinque anni fa, Cancogni racconta dell’inchiesta del 1955 sul malaffare di Roma ed in particolare che nacque per caso: “Non ero un inchiesti sta e per me il giornalismo era una parentesi… Andai due volte per un appuntamento col sindaco Rebecchini che non si fece trovare. Dissi al suo segretario che allora avrei scritto quello che si diceva in città. E lo feci”. Inoltre, al riguardo dell’affermazione di Dostoevskij (troppi anni di pace nuocciono all’umanità), Cancogni sottolineò: “C’è qualcosa di vero. Le guerre riducono all’essenza i bisogni”.

Manlio Cancogni aveva da poco compiuto 99 anni, stamattina è morto a Marina di Pietrasanta il grande scrittore e giornalista che nella seconda parte del Novecento aveva denunciato la corruzione di Roma in una famosa inchiesta sull'Espresso. Era il 1956 e Cancogni lavorò per denunciare la grande speculazione edilizia nella Capitale pubblicando il suo reportage con il celebre titolo "Capitale corrotta = Nazione Infetta". Sono molti poi i romanzi quasi tutto di carattere storico, che l'esperto scrittore ha pubblicato nel corso degli anni, arrivando fino all'ultimo del 2010 e molti sono stati i premi ottenuti: un "Bagutta" nel 1966, uno Strega nel 1973 e un Pen Club nel 2010. Gli esordi di Cincogni sono durante la guerra quando scrive il romanzo "Delitto sullo scoglio", che racconta la sua esperienza al fronte greco-albanese, fatti che ritorneranno poi spesso in molti suoi futuri romanzi. Fu firma di moltissimo grandi quotidiani italiani, dalla Nazione al Corriere della Sera, da La Stampa proprio all'Espresso. È stato anche docente negli Stati Uniti doveva ha insegnato letteratura italiana nel Massachussets, e si divideva la permanenza tra l'amata Versilia e il lavoro negli States.

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