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ELUANA/ Il neurologo Gigli: non è escluso che senta dolore o che possa risvegliarsi

Lo stato vegetativo, ha detto l’esperto, non è irreversibile e non è detto che la paziente non possa percepire il dolore

Eluana_occhiali_soleR375_14nov08.jpg (Foto)

Nei pazienti in stato vegetativo, come nel caso di Eluana Englaro, «nessuno è ad oggi in grado di dire esattamente se la percezione del dolore sia del tutto assente». Lo ha affermato il neurologo Gianluigi Gigli dell'Università di Udine, membro della commissione di esperti sullo stato vegetativo istituita dal Ministero del Welfare e presieduta dal sottosegretario Eugenia Roccella.

Questi pazienti, ha sottolineato Gigli presentando il glossario sullo stato vegetativo messo a punto dal gruppo di lavoro, «di solito rispondono per riflesso a stimoli dolorosi, tuttavia la fisiologia del dolore è attualmente imperfettamente conosciuta e in questo campo non è solo coinvolta la funzionalità della corteccia celebrale. Probabilmente l dolore non è da questi pazienti avvertito allo stesso modo in cui noi lo avvertiamo, ma nessuno ad oggi è in grado di dire esattamente se la percezione dolorosa sia del tutto assente nei pazienti in stato vegetativo».

A conferma di ciò, ha precisato Gigli, «vi è il dato che per questi pazienti è comunque prevista la sedazione» Dunque, «anche in presenza di un dubbio - ha rilevato l'esperto - dovrebbe sempre prevalere un principio di precauzione e prudenza, oltre che un atteggiamento di umiltà scientifica».

Gigli ha quindi ribadito il concetto dell'impossibilità di definire «irreversibile» la condizione di stato vegetativo: «Possiamo parlare - ha detto - in termini probabilistici ma non assoluti, come ha invece purtroppo fatto la sentenza del Tribunale di Milano sul caso di Eluana, parlando appunto di stato irreversibile».

È vero, ha concluso l'esperto, che «il tempo gioca a sfavore di tali pazienti, ma la certezza di irreversibilità dello stato vegetativo non può averla nessuno. L'invito è dunque a non assolutizzare».

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