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SCUOLA/ Stabili le condizioni del bambino caduto ieri dal terzo piano a Milano

Il prossimo bollettino medico verrà dato alle 17 di oggi. Intanto i genitori prendono le difese dell’istituto («questa è un'ottima scuola dove non è mai successo nulla») e della maestra coinvolta («Se c'é stata negligenza è nell'accessibilità alle finestre. La distrazione della maestra con così tanti bambini ci sta»)

NiguardaR375.jpg (Foto)

Le condizioni neurologiche del bambino cinese, che ieri è caduto dal terzo piano della scuola elementare Cappellini a Milano, sono stabili, secondo i medici che lo hanno in cura all'ospedale Niguarda e che hanno diffuso il primo bollettino medico della giornata. Anche le condizioni circolatorie sono state stabilizzate e il bambino è tuttora in ventilazione assistita. La prognosi, secondo il direttore medico di presidio, Roberto Cosentina, rimane riservata. L'ospedale prevede di emettere il prossimo bollettino medico alle 17 di oggi.

I primi ad arrivare alla scuola Alfredo Cappellini di via De Rossi a Milano dove ieri Luca, un bambino cinese di sei anni, è caduto dal secondo piano e ora è in coma all'ospedale Niguarda, intorno alle 7:30, sono i bambini del prescuola. I genitori li accompagnano frettolosi all'ingresso dove un agente della polizia non lascia entrare altri che non siano i piccoli. «Sono di fretta» oppure «sono troppo sconvolta» sono le frasi con cui vengono liquidati i giornalisti, prima di correre via. Ma c'é chi si ferma per spiegare che «questa è un'ottima scuola dove non è mai successo nulla». E c’è chi difende la maestra: «Se c'é stata negligenza è nell'accessibilità alle finestre. La distrazione della maestra con così tanti bambini ci sta».

Le maestre, invece, entrano alla spicciolata. Non parlano o si trincerano dietro «ieri non ero in servizio» o «sono state dette cose tremende e preferisco non dire nulla». Quando anche gli ultimi genitori si apprestano ad andare al lavoro si affaccia una preoccupazione: «Speriamo che tutto vada bene e che non mandino, almeno per oggi, i nostri bambini in quel laboratorio».

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