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DIRITTI UMANI/ Ecco svelati gli inganni sulla posizione della Chiesa

La situazione, in termini di opinione pubblica, è difficile per la Santa Sede, poiché, come spiega JOSÉ LUIS RESTAN, un’ampia manovra di manipolazione la individua come nemica di un presunto progresso raggiungibile con l’estensione e l’aumento dei diritti umani

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Nel 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei diritti umani, il Papa ha voluto mettere in chiaro la posizione della Santa Sede. Questo testo «costituisce ancora oggi un altissimo punto di riferimento del dialogo interculturale sulla libertà e sui diritti dell’uomo». Ma subito dopo ha dato due importanti avvertimenti. Da una parte, milioni di persone vedono oggi minacciato il loro diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza, e si sollevano nuove barriere in nome della razza, della religione o delle opinioni politiche. Dall’altra, se si prescinde dalla solida base etica della legge naturale, inscritta dal Creatore nella coscienza umana, i diritti umani si indeboliscono e si svuotano di vero significato.

 

All’interno di queste coordinate si situa la posizione della Chiesa davanti a una celebrazione in cui non le sono mancate gravissime accuse, da quella di omofobia a quella di crudeltà verso i disabili. E tutto perché la Santa Sede non sostiene i tentativi delle grandi lobbies che circondano le Nazioni Unite, per una riformulazione di fatto della Dichiarazione che includerebbe l’aborto e il matrimonio omosessuale come nuovi diritti, prevedendo severe censure, anche penali, per tutte quelle istituzioni (Stati, Chiese e organizzazioni civili) che si rifiutassero di accettarli come tali.

 

La situazione, in termini di opinione pubblica, è difficile per la Santa Sede, poiché un’ampia manovra di manipolazione la individua come nemica di un presunto progresso raggiungibile con l’estensione e l’aumento dei diritti umani. Così per esempio, l’opposizione mostrata a un testo sulla depenalizzazione universale dell’omosessualità presentato dalla Francia le è costata durissimi attacchi.

 

Questo testo consta di tre punti tra cui figurano richieste assolutamente condivise dalla Chiesa, come liberare le persone omosessuali da qualsiasi sanzione o discriminazione ingiusta, ma vorrebbe anche imporre l’equiparazione delle unioni omosessuali al matrimonio, criminalizzando coloro che si oppongono a detta equiparazione, creando le basi per il loro perseguimento legale. 

 

Un altro punto di frizione è stato il parere negativo di un osservatore vaticano alle Nazioni Unite alla ratifica di una Convenzione sui diritti dei disabili, perché tale documento non rifiuta l’utilizzo dell’aborto selettivo come mezzo per impedire la nascita di un disabile. Risulta particolarmente amaro il fatto che la Chiesa, da cui sono nati San Giovanni di Dio, Don Orione o Teresa di Calcutta, si veda accusata di negare ai disabili i propri diritti solamente perché qualcuno sostiene che l’imperfezioni di un feto è un motivo per permettere che si realizzi un aborto.

 

Nella giornata della celebrazione del 60° anniversario, il Segretario di Stato, cardinal Tarcisio Bertone, ha messo il dito nella piaga, avvertendo che i diritti fissati nella Dichiarazione Universale devono essere sempre difesi, ma è necessario contenere il fiume di petizioni per nuovi diritti in tutte le direzioni, per non confondere i veri e propri diritti con semplici desideri, spesso contingenti e parziali.

 

Questo è l’epicentro di tutte le polemiche, mascherate dal buonismo, dalla falsa compassione e dai pregiudizi ideologici contro la Chiesa: il dibattito sul fondamento antropologico dei diritti umani, che da un lato sono esaltati dalla tribuna mediatica e dall’altro rivisti in funzione di un supposto consenso perfettamente modellato dal potere culturale dominante.

 

Bertone ha ragione quando denuncia la confusione tra i diritti radicati nella natura umana e una cascata di rivendicazioni che devono misurarsi ragionevolmente con il proprio fondamento antropologico, ma c’è da riconoscere che, per quel che riguarda l’immagine trasmessa in maniera massiccia dai media, la Chiesa si trova in una situazione aspra e difficile.

 

Vedendo le polemiche di questi giorni, mi è tornata in mente la raccomandazione fatta da Gesù ai suoi di essere, oltre che ingenui come colombe, astuti come serpenti. E anche un altro avvertimento evangelico: «Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi». La Chiesa si sente chiamata a proteggere le dimensioni essenziali dell’uomo in un tempo di confusione e relativismo, in cui si discute precisamente di quel terreno comune che Benedetto XVI, a tutta ragione, è tornato a richiedere.

 

Questa situazione richiede dalla Chiesa creatività e intelligenza comunicativa. Lo so che questo non è il fondo del problema, ma sono cose che aiuterebbero e di cui, disgraziamente, manchiamo.

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COMMENTI
15/12/2008 - grazie per le spiegazioni (Francesco Bertoldi)

chiariscono bene infatti qualcosa che i mass-media non hanno aiutato a capire. Mi chiedo tuttavia se la posizione del rappresentante vaticano non sarebbe stata ancora più comprensibile se avesse rilanciato la palla in campo avversario, scorporando dal testo presentato dall'Europa quanto moralmente inaccettabile, e lasciando quanto semplicemente giusto (la pena capitale, ecc.). Non dicendo insomma semplicemente un no, ma anche un sì. Ammesso, ovviamente, che questo fosse (o sia?) tecnicamente possibile...

 
14/12/2008 - È una mentalità forcaiola che avanza (Alessandro Caroli)

Altro che diritti umani! Questi personaggi evocano la forca mediatica per chi non rispetta i loro desideri. Ed, in forza dell'islamically correct, c'è anche da avere paura ad essere ebrei. Per questo la lotta della Chiesa (cattolica ed ortodossa) perché sia scisso il corretto discernimento tra diritti e desideri individuali, vede imprevedibili compagni di lotta.

 
13/12/2008 - la chiesa (michela betti)

Mi complimento col giornalista che ha scritto l'articolo, esprimendo in poche righe le fondamenta di un vivere semplicemente umano: la libertà della Chiesa, il diritto di vivere in qualsiasi condizione e forma una persona si trovi (feto 'diverso',disabile, paziente in coma,anziano,galeotto etc. etc.). Ho messo al primo posto la libertà della Chiesa perchè di fatto è l'unico organo che DAVVERO difende i diritti prettamente umani di ciascuno.

 
12/12/2008 - uomo o nessuno. (claudia mazzola)

I miei diritti sono che sono omosessuale, a favore dell'aborto, del divorzio, dell'eutanasia, della fecondazione artificiale e chichessia, dimenticavo: non sono umana! E allora ho il dovere in verità di dire che sto assolutamente con la Chiesa, umanamente parlando!

 
12/12/2008 - Comunicazione (Pierluigi Assogna)

Sono molto d'accordo con l'indicazione della opportunità di una comunicazione più pratica, in parallelo a quella "istituzionale", ad evitare gravi fraintendimenti. In tutte le fonti scritte, nei commenti uditi in televisione, nelle chiahhiere tra amici, fino ad ora avevo sempre sentito affermare che la Chiesa si rifiuta di favorire l'abolizione di legislazioni omofobe, che detto così è molto negativo. Pierluigi.